E i colombiani al Porto Antico pedalano contro la droga
Secolo XIX 02/09/2009
l’evento
La manifestazione fissata per domenica. Il console:
«È un modo per i nostri immigrati di combattere l’immagine dei narcos»
È UNA DELLE COMUNITÀ più tranquille, anche se arriva da un Paese in eterna guerra con il narcotraffico. I colombiani di Genova e della Liguria sono circa un migliaio, contando quelli regolari, e domenica prossima parteciperanno a un evento sportivo e culturale che ha un titolo esplicito “Vita Senza Droga”. Organizzato dal governo della Colombia, dall’ambasciata colombiana a Roma e dal consolato della Liguria l’evento avrà luogo dalle 14 alle 19 all’Acquario di Genova, sul ponte della “Nave Italia”.
«L’occasione è quella di dare un messaggio di sport, visto che la kermesse è dedicata allo spinning, con tre diversi round per uomini e donne. Ma per la comunità colombiana, che è una delle meglio integrate in assoluto, è prima di tutto un’occasione per farsi conoscere sotto una prospettiva diversa da quella inevitabilmente legata al traffico di droga», racconta Giovanni Massimo Martello, console ligure del Paese Sudamericano. Attualmente la comunità colombiana consta di 500 persone nella provincia di Genova, 400 persone in quella di Savona, 100 alla Spezia e altre 100 nell’Imperiese. In realtà, se si contano anche gli irregolari, come ammette lo stesso console il numero è ben più elevato: «Difficile dire con certezza il numero delle persone che si trovano in Liguria senza permesso. In ogni caso si tratta di qualche migliaio tra uomini e donne, in attesa di essere regolarizzati». Poi, rispetto alla questione dell’ordine pubblico: «Ho avuto occasione di incontrare e discutere con i questori della Liguria – aggiunge Martello – Sono stati loro a dirmi che gli immigrati colombiani sono tranquilli e quasi mai danno problemi di ordine pubblico». La gran parte dei regolari lavora nel campo dell’edilizia e del commercio, quando sono uomini, svolgono attività di colf e badanti se sono donne: «Ma anche gli irregolari sono quasi sempre occupati in attività legali. Il paradosso per la gente che arriva dalla Colombia è proprio questo: essere gente che lavora, ma allo stesso tempo dover fare i conti con l’immagine data dai narcotrafficanti».
Proprio per fare passare un messaggio diametralmente opposto si punta su “Colombia & Spinning – Vita Senza Droga”, la kermesse di domenica. La manifestazione, fa riferimento al programma del governo della Repubblica di Colombia per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sui gravi danni causati all’umanità e all’ambiente dal consumo di sostanze stupefacenti. Sarà una festa sul mare, con la chiara intenzione di diffondere il programma governativo colombiano di lotta alla droga e nel desiderio di raccogliere fondi per la Fondazione Centro di Solidarietà nel recupero dalle tossicodipendenze: «La missione è quella di coinvolgere tutti da un’onda di legalità, tutti, senza confini geopolitici. In modo nuovo, vogliamo creare una nuova e vera coscienza del problema».
Edoardo Meoli

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