Comune sotto accusa per il “telelaser”

Secolo XIX 02/09/2009
Dopo la polemica per l’Autovelox, esplode quella dei controlli
a distanza. Le accuse dell’Aci e della Polstrada
Genova. «Troppo facile piazzare le apparecchiature sui percorsi dove è più probabile che traffico e condizioni della strada inducano a sforare anche di pochi chilometri i limiti previsti. Il rispetto delle regole deve valere per tutti».
Sul caso dei telelaser e degli autovelox utilizzati con dubbia regolarità dai vigili urbani genovesi interviene anche l’Automobile Club Italiano, che con una nota del presidente della sezione del capoluogo ligure Giovanni Battista Canevello entra nel dibattito generatosi dopo l’inchiesta del Secolo XIX sul rispetto della circolare del ministro Maroni che invita le forze di polizia di tutta Italia a effettuare i controlli con criteri trasparenti. Il primo caso registrato a Genova è quello dell’auto-civetta della Polizia municipale che sul maggiore passante urbano cittadino (la Sopraelevata Aldo Moro)”scattava” contravvenzioni agli incauti automobilisti senza esibire, a fianco dell’auto della pattuglia operante, il cartello imposto dalla circolare Maroni. Il giorno dopo della pubblicazione delle immagini sul giornale, Polizia municipale e giunta comunale hanno ammesso l’illecito – giustificato come frutto di una serie di coincidenze sfortunate – annullando istantaneamente i verbali legati alle foto scattate dall’autovelox in quella condizione. Il secondo caso riguarda il telelaser, il dispositivo che grazie a un sistema di puntamento a distanza permette al vigile di verificare la velocità di un mezzo dal suo spostamento. Nota agli automobilisti è l’abitudine dei vigili genovesi di “appostarsi” da strade poste più in alto della via da controllare (sempre la famigerata Sopraelevata Aldo Moro), meno noto è il parere che di questa pratica hanno al Viminale: il massimo dirigente della Polizia Stradale Antonio Forte l’ha giudicata «quantomeno strana». Già, perché usare il telelaser significa, obbligatoriamente, fermare il veicolo “pinzato” e procedere a immediata contestazione dell’infrazione. «Siamo convinti di essere nel giusto e continuiamo a operare in questo modo», è il commento di Francesco Scidone, assessore alla Polizia municipale del Comune. A dire chi ha ragione e chi no saranno, probabilmente, Prefetto o Giudice di pace, di certo presto chiamati a pronunciarsi su ricorsi di utenti della strada ritenutisi vessati.
«La direttiva del 14 agosto emessa dal Ministro dell’Interno segna una rivoluzione nell’uso delle apparecchiature di controllo sia per gli automobilisti sia per coloro che le utilizzano, ovvero gli operatori di polizia, che non potranno più”tendere agguati”- dice il presidente dell’Aci di Genova Canevello – Anche nel nostro territorio ci sono stati casi, fortunatamente limitati, di abuso degli stessi apparecchi dove è facilmente rilevabile l’intento del perseguimento della sanzione piuttosto che l’intento preventivo di evitare sinistri».«Bisogna che si persegua, da parte di tutti e soprattutto dagli enti preposti alla viabilità – conclude – la cultura dell’educare per prevenire. Prima di sanzionare».
d. gri.

I commenti sono chiusi.