Immigrati respinti l’Ue vuole spiegazioni

Secolo XIX 01/09/2009

Maroni conferma che i respingimenti andranno avanti: «Attenzione a parlare di profughi, gli ultimi erano egiziani»

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MILANO. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non ha dubbi: i respingimenti degli immigrati che dalla Libia, a bordo di barconi, arrivano in Italia, proseguiranno. «Il sistema di respingimento funziona e noi continueremo con questa procedura per garantire non solo l’Italia ma anche l’Unione Europea», ha affermato, anche se la Ue ha deciso di inviare una lettera alle autorità italiane e maltesi per avere chiarimenti sull’ultimo episodio del barcone intercettato a circa 24 miglia a Sud di Capo Passero e respinto in Libia.
Se Dennis Abbott, uno dei portavoce della Commissione Ue, ha precisato che la lettera non è un indice puntato contro l’Italia, e che per fronteggiare il fenomeno serve una cooperazione tra i Paesi Ue, Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr, l’Alto Commissariato per i profughi non ha risparmiato le accuse: «Quello che accade è molto grave. Sono stati respinti donne e bambini somali che hanno chiesto di poter fare domanda d’asilo, implorando di non essere rimandati in Libia. Ma, nonostante fossero ancora a bordo della motovedetta italiana e in acque italiane, non gli è stata data la possibilità di fare richiesta di asilo».
Sul Pattugliatore d’altura Denaro della Guardia di Finanza, che ha riportato in Libia i profughi, non sono mancati momenti di tensione. Quando hanno capito di essere stati rimandati al punto di partenza, gli immigrati hanno cominciato a protestare. «Siamo stremati, alcuni di noi stanno male. Vediamo da lontano le case di una città e temiamo che ci costringano a sbarcare. Vi prego aiutateci», è stato il disperato appello lanciato con un satellitare da Ahmed, uno dei 75 profughi, intervistato telefonicamente da un giornalista del servizio africano della Bbc.
Maroni, che ha negato vi sia una situazione di emergenza nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie), ha invitato la stampa a una maggiore prudenza nel diffondere notizie: «In Libia c’è la sede dell’Alto Commissariato e l’ultimo respingimento è stato fatto in acque internazionali. Non so chi ha diffuso notizie secondo le quali gli immigrati erano del Corno d’Africa. È necessaria prudenza perché come per il barcone di qualche settimana fa con 75 clandestini, la stampa aveva scritto che si trattava di curdi e iracheni quindi di profughi. Invece erano tutti egiziani e in Egitto sono già stati rispediti».
I respingimenti, ha spiegato Maroni, vengono effettuati in base a un protocollo sottoscritto da un precedente governo quando ministro dell’Interno era Giuliano Amato. Sull’efficacia del sistema, ha fornito anche qualche cifra: l’anno scorso nel periodo tra il 1° maggio e il 31 agosto i clandestini giunti in Italia erano stati 14mila contro i 1.300 giunti nello stesso periodo quest’anno.

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