Napoli: Nel «triangolo della paura» denunciata un’aggressione su dieci

Corrieredelmezzogiorno.it 31/8/09

Nel «triangolo della paura» denunciata un’aggressione su dieci
Gay senza pace, tra le piazze Bellini, Dante e del Gesù, l’area dell’intolleranza

NAPOLI – Nella città multietnica ed accogliente esiste un «triangolo della paura» dove, se si è omosessuali o si ha la pelle scura, è bene transitare soltanto in gruppi numerosi. Piazza Bellini, piazza del Gesù, piazza Dante: sebbene la stragrande maggioranza degli abituali frequentatori sia costituita da studenti e artisti, italiani e stranieri, giovani e meno giovani, esiste una spregevole minoranza di balordi che, contando su una sostanziale impunità dovuta al fatto che le aggressioni, quando non causano gravi lesioni non vengono denunciate, mette a ferro e fuoco le stradine che collegano una piazza all’altra e si innervano nel centro storico napoletano. E’ una minoranza codarda, perché si muove in branco, in gruppi di quindici, venti, o addirittura trenta persone. Ed è una minoranza infame, perché sa bene che un omosessuale, prima di raccontare a un poliziotto «sono stato aggredito perché stringevo la mano al mio compagno», ci penserà non una, ma dieci volte. Marco Beyene, il ragazzo di origini etiopi preso a cinghiate nella notte tra il 5 e il 6 marzo da chi gli urlava «negro di merda».

Maria Luisa, la giovane pestata a sangue a piazza Bellini il 22 giugno scorso mentre era in compagnia del suo amico gay. Haik e Patrick, aggrediti da un’orda di trenta teppisti perchè ritenuti «froci». Un’aggressione su dieci. E’ questa la percentuale di violenze che vengono denunciate alle forze dell’ordine secondo il presidente dell’Arci Gay Napoli, Salvatore Simioli, che spiega: «Si procede con la denuncia quando c’è un referto medico che parla di lesioni gravi. Le altre aggressioni vengono segnalate alle associazioni, che ovviamente rispettano il diritto alla privacy». Carlo Cremona, presidente dell’associazione I-Ken, racconta: «Le vittime vengono ‘puntate’ quando sono in piazza, insieme ad altra gente, in base alle loro preferenze sessuali o alla nazionalità. Quando prendono i vicoli più isolati, scatta il raid. Sanno che i gay denunciano molto raramente, per evitare un ‘outing’ involontario, e che gli immigrati, quando sono irregolari allo stesso modo non possono sporgere denuncia. Ma sbaglia chi pensa che siano i Mastiffs di piazza Bellini ad aggredire gli omosessuali. Anzi: loro in diversi casi hanno protetto persone in procinto di essere aggredite».

I-Ken ora chiede al prefetto Pansa di convocare una riunione col sindaco e con le istituzioni sul tema dell’omofobia, mentre al Presidente della Repubblica l’associazione sollecita «un pubblico intervento, una esortazione al Governo ed al Parlamento a legiferare in materia con una legge che preveda l’aggravante nelle aggressioni omofobiche», criticando poi il ministro Mara Carfagna: «Dov’è, al mare? Sappiamo della sua esistenza solo perché percepisce un lauto stipendio pagato dai contribuenti». Arci Gay chiede «una campagna di sensibilizzazione all’interno delle scuole» e la certezza della pena per chi aggredisce per motivi legati all’omofobia e al razzismo, mentre il presidente di Municipalità Alberto Patruno vorrebbe «un presidio fisso delle forze dell’ordine, non solo in piazza del Gesù, ma anche a piazza Bellini e piazza Dante, almeno per il periodo estivo».

Stefano Piedimonte
31 agosto 2009

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