Migranti, nuovo respingimento Riportati in Libia 70 eritrei e somali
Repubblica 31/8/09
Sul gommone anche 15 donne e tre bambini. Li aveva intercettati la marina maltese
La portavoce Unhcr Boldrini: ma così vengono penalizzati i richiedenti asilo
FRANCESCO VIVIANO
DAL NOSTRO INVIATO
LAMPEDUSA – Due non davano più segni di vita, una giovane eritrea, pur stremata, stringeva al petto il suo neonato a bordo di un gommone con altri 70 eritrei e somali che vagavano in mare aperto a poche miglia a sud di Malta. La marina maltese li ha intercettati e qualcuno dei marinai ha avuto pietà. I due uomini, la donna ed il suo bambino, sono stati trasferiti a bordo della motovedetta e poi all´ospedale «Mater Dei» di La Valletta. Gli altri che speravano anche loro di essere salvati e soccorsi, sono stati invece lasciati sul gommone per proseguire verso Lampedusa. «Ma non li abbiamo lasciati soli, hanno rifiutato di essere soccorsi perché volevano proseguire il loro viaggio verso l´Italia – sostengono le autorità maltesi, e li abbiamo riforniti di cibo, carburante e giubbotti salvagente».
I 70 sono stati quindi «accompagnati» dai maltesi, per quasi un giorno di mare, fino al confine con le acque territoriali italiane dove sono stati poi intercettati da una motovedetta della nostra marina militare al largo di Capo Passero. Un medico a bordo della nostra unità ha trovato tra i superstiti un eritreo che stava male perché si era rotto le costole durante la traversata ed è stato ricoverato nell´ospedale di Modica. Gli altri, nonostante a bordo ci fossero 15 donne, di cui tre incinte e tre bambini, sono stati portati a bordo di un pattugliatore della Guardia di Finanza che ha fatto subito rotta verso Tripoli dove è arrivato a tarda notte, poche ore prima della partenza del nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri si trovava a Tripoli per un incontro con Gheddafi.
Insomma i 70 sono stati «respinti», violando la convenzione internazionale di Ginevra che obbliga i soccorritori ad identificare gli extracomunitari trovati in mare per accertare se hanno diritto o meno all´asilo politico o ottenere lo status di rifugiato. Soltanto feriti, moribondi o cadaveri vengono accolti, tutti gli altri, vengono rispediti indietro senza sapere di che nazionalità sono e se hanno o non hanno diritto all´asilo politico o lo status di rifugiato. Ed i 70 «respinti» ieri erano tutti di nazionalità somala o eritrea e quindi nelle condizioni di potere richiedere l´asilo politico per le gravi situazioni interne nei loro paesi. L´alto commissariato Onu per i rifugiati ha espresso «preoccupazione», dopo l´ennesimo respingimento in Libia deciso dal governo italiano nei confronti di altri 75 migranti intercettati al largo delle coste siciliane. «La politica dei respingimenti – osserva Laura Boldrini, portavoce in Italia dell´Unhcr – invece di arginare il fenomeno dell´immigrazione sembrebbe tradursi in realtà in una forma di penalizzazione nei confronti dei richiedenti asilo, persone in fuga da guerre e persecuzioni che hanno diritto ad ottenere protezione. E´ il caso dei 70 migranti riportati a Tripoli che, secondo le prima informazioni, sarebbero somali, un paese che da circa vent´anni vive in condizioni di completa anarchia, una situazione che colpisce soprattutto la popolazione civile».
È la terza volta nel giro di dieci giorni che la Marina maltese aggancia imbarcazioni cariche di migranti, rifornendoli di carburante, cibo e consegnando loro giubbotti di salvataggio prima di «scortarli» fino al confine con le nostre acque territoriali. Una politica destinata a inasprire il duro braccio di ferro diplomatico tra i due Paesi sul fronte dell´immigrazione clandestina. Malta, che ha una competenza molto più vasta rispetto all´Italia per il soccorso in mare (prende più contributi dall´Unione Europea), fa di tutto per non farli attraccare nella loro isola-Stato utilizzando l´espediente del primo soccorso in mare (rifocilla gli extracomunitari a bordo dei gommoni rifornendoli anche di carburante per proseguire il viaggio) per poi «scortarli» fino al confine con le nostre acque territoriali. Intanto non si hanno ancora notizie del peschereccio con circa 150 extracomunitari che sarebbe partito alcuni giorni fa dalle coste libiche e che starebbe vagando in mezzo al mare. Un mare che da ieri notte s´ingrossa sempre di più e che potrebbe mettere a rischio le vite di questi 150 disperati.

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