Bruxelles: «tutti gli stati ue accolgano i profughi»

Secolo XIX 31/8/09
prove di coordinamento
BRUXELLES. L’Europa prova a scuotersi, e a fare qualcosa di concreto per migliorare l’accoglienza dei rifugiati in fuga da regimi oppressivi. E per non lasciare soli Stati come Italia e Malta (ma anche Grecia e Spagna) in prima linea nella difficile gestione dei flussi di immigrazione irregolare attraverso il Mediterraneo. Obiettivo della Commissione europea – che mercoledì proporrà un piano per la ripartizione tra tutti i Paesi Ue degli immigrati che hanno diritto d’asilo – è quello di dar vita ad una vera e propria «azione congiunta», lanciando a tutte le capitali del Vecchio Continente l’appello per una maggiore solidarietà.
Anche i vescovi sono tornati a chiedere all’Europa di farsi avanti: «O si stabilisce con tutta l’Europa un comportamento responsabile che si faccia carico degli immigrati, altrimenti sarà sempre uno scarica-barile continuo» ha ieri dichiarato monsignor Domenico Sigalini, segretario della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei. Monsignor Sigalini, vescovo di Palestrina e attento alla questione immigrazione e sicurezza per il suo incarico nella Cei, dice a gran voce: «Invoco un accordo europeo per poter affrontare il problema. Tutti vorremmo accogliere gli immigrati, però non è possibile. Prima di tutto il problema è salvare la vita delle persone – e questo mi pare che oggi sia stato fatto – e poi bisogna vedere come collocare queste persone. Ma è un problema europeo. Bisogna fare pressione sull’Europa – conclude Sigalini – perchè l’Europa cambi modello». Bruxelles, pur ribadendo che la lotta all’immigrazione clandestina resta un affare di competenza dei singoli Stati, vuol dimostrare di non essere sorda alle richieste di aiuto giunte a più riprese soprattutto da Roma e La Valletta. Ma ci sono le resistenze di Paesi come Germania, Olanda e Austria, investiti a loro volta da un notevole flusso migratorio e restii a farsi carico di quote di immigrati che arrivano dalla frontiera sud dell’Europa. La Commissione Ue – come si legge nella bozza di comunicazione preparata dai servizi del commissario Jacques Barrot – chiede che l’Europa assuma un ruolo più incisivo sul fronte di un’accoglienza «ordinata e sicura» dei rifugiati, a partire da un sistema più efficace per verificare chi può beneficiare del diritto d’asilo e chi no. Un modo questo – si sottolinea a Bruxelles – che serve anche a scoraggiare l’immigrazione clandestina.
Sono cinque le linee guida che l’esecutivo europeo chiede di seguire nel mettere nero su bianco un piano comune tra tutti gli Stati membri: innanzitutto – si legge nel documento della Commissione – la partecipazione dei Paesi al programma dovrà restare su base volontaria; il contributo di ogni Stato dovrà quindi essere rapportato alle reali possibilità di accoglienza; si dovrà poi prevedere la possibilità di una revisione annuale del sistema di ripartizione dei rifugiati; andranno inoltre coinvolte le organizzazioni internazionali (come l’Unhcr e le Ong specializzate); infine – si legge nel testo di Bruxelles – il programma dovrà essere progressivamente sviluppato in base alle esperienze che saranno via via acquisite.
Attualmente sono 10 i Paesi Ue che partecipano regolarmente a una ripartizione dei rifugiati da accogliere su base annua: Svezia, Danimarca, Finlandia, Olanda, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Romania e Repubblica Ceca. Ma nel corso del 2008, ad esempio, altri Paesi, come l’Italia, la Germania, il Belgio e il Lussemburgo, si sono impegnati ad accettare una parte dei rifugiati iracheni ospitati da Siria e Giordania.

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