Tripoli non può più fermare i migranti

Manifesto 28/8/09

MALTA Gommone con 80 somali arriva sull’isola, uno muore annegato

(pietro calvisi)
Alla vigilia dell’arrivo di Berlusconi per la festa del trattato di amicizia con l’Italia, il sistema di controllo marittimo della Libia contro l’arrivo dei migranti in Europa mostra le sue falle. Quasi centocinquanta persone, infatti, sono giunte in questi giorni in diversi sbarchi fra Lampedusa e Malta. Gli ultimi 80, di cui uno morto per annegamento mentre cercava di raggiungere la costa, sono stati intercettati dalla marina della Valletta sulle coste di Birzebugga (sud-est dell’isola) mercoledì intorno alle 22.30. Il gruppo, di soli somali, era composto da 65 uomini e 14 donne, tre delle quali incinta, e un bambino di sette anni.
«Quando sono arrivati i militari – spiega al manifesto Darrell Pace, portavoce del ministro dell’Interno e della Giustizia maltese Carmelo Mifsud Bonnici – 39 persone erano appena sbarcate, mentre le altre cercavano di prendere il largo, forse verso l’Italia, con un gommone. Tuttavia hanno fatto poca strada perché, a causa di un’avaria al motore, si sono fermate sotto costa e sono state subito raggiunte e soccorse dalla nostra motovedetta P24».
Tutti i migranti sono stati poi trasportati, per le operazioni di identificazione, nel centro di Ta’ Kandia, dove per altro si trovano buona parte dei somali arrivati negli ultimi mesi. Fra qualche giorno, il bambino e le donne incinta verranno rilasciati e saranno ospitati nei cosiddetti centri «aperti» presenti sull’isola. Per gli altri invece la legislazione maltese, che punisce l’ingresso illegale nel proprio paese, prevede una detenzione non superiore ai 18 mesi, periodo entro il quale si possono presentare le richieste d’asilo per lo status di rifugiato. In diversi casi tuttavia le porte dei centri di detenzione «chiusi», delle vere e proprie carceri, si potranno aprire già dopo 6 mesi.

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