“Tortura i clandestini” nuova uscita shock della Lega sul web

Repubblica 28/8/09

Slogan della sezione di Mirano. La denuncia di Veltroni, Cota si dissocia
PAOLO BERIZZI
MILANO – Che negli ultimi giorni la Lega avesse avuto qualche problemino legato a una disinvolta, diciamo così, gestione del tema dell´immigrazione in siti e pagine di social network, si sapeva. Prima il giochino “Rimbalza il clandestino” apparso sulla pagina Facebook del partito (giochino la cui paternità è stata attribuita a Renzo Bossi, figlio del Senatur, che però smentisce a Repubblica precisando di non avere nulla a che vedere con il gioco). Ora un altro slogan shock, che il Carroccio disconosce e definisce una «polpetta avvelenata». Il nuovo caso di trucidismo in rete va in scena ieri. «Immigrati clandestini, torturarli è legittima difesa» è lo slogan che campeggia su una pagina Facebook chiamata “Lega Nord Mirano” (Venezia), a cui sono legati da “amicizia” oltre 400 persone. Tra le quali, accanto a nomi tradizionali della mitologia del Carroccio, spiccano nomi eccellenti come Umberto Bossi, suo figlio Renzo, il capogruppo alla Camera Roberto Cota e il già parlamentare leghista Erminio Boso. A scoprire la pagina è un internauta d´eccezione: Walter Veltroni. Che segnala l´accaduto in pubblico e definisce lo slogan figlio di una cultura barbara. Scoppia il caso. Con i politici in questione che prendono subito le distanze “scomunicando” la pagina on line. Primo fra tutti Roberto Cota: «La presenza del mio nome e di quello degli altri politici è frutto di un circuito mediatico impazzito, che si muove con la complicità di chi gioca a mistificare la realtà. L´amicizia su Facebook – ha precisato il capogruppo del Carroccio – si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in nessun modo essere responsabili delle condotte altrui». Una «mezza smentita», secondo Veltroni, che in serata rilancia definendo l´accaduto «l´ultimo episodio di una cultura intollerante che deve essere combattuta». L´Arci ha annunciato che presenterà un esposto alla Procura contro Cota e il ministro Bossi, colpevoli di “istigazione all´odio e alla violenza razziale”. Il ministro per le Riforme, a margine di in comizio a Melzo ieri sera, ha sottolineato che «la Lega non c´entra» e che l´autore della «pirlata» non è iscritto al partito. Provocazione o scherzo di cattivo gusto, sta di fatto che è la seconda volta nel giro di una settimana che i leghisti o pseudoleghisti che bazzicano su Facebook si divertono sulla pelle degli immigrati. Ma questa – dice Fabiano Dalla Venezia, segretario della sezione della Lega a Mirano – «è una polpetta avvelenata».

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