ROM Il consiglio di stato: sì alle impronte digitali
Manifesto 28/8/09
Sì alle impronte digitali per identificare le persone che vivono nei campi nomadi anche se minorenni. I giudici della IV sezione del Consiglio di Stato hanno ribaltato, per ora in via cautelare, la decisione presa dal Tar del Lazio il 1 luglio scorso (sentenza n. 06352/2009) che aveva parzialmente cancellato le ordinanze sulle impronte del presidente del consiglio dei ministri emesse per «l’emergenza rom» nel Lazio e a Milano per il ricorso presentato dall’«European Roma Rights Center». Finché non arriverà alla sentenza di merito finale, dunque, le impronte e le foto segnaletiche si potranno iniziare a raccogliere senza altre formalità. Esulta il vicesindaco di Milano del Pdl Riccardo De Corato: «E’ una decisione saggia, che difende i bambini da chi li sfrutta». Delusi invece gli attivisti di EveryOne, associazione antirazzista milanese: «Raccogliere le impronte è un abuso che viola i principi fondamentali della nostra Costituzione, sanciti peraltro anche nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella Convenzione dei Diritti dell’Infanzia».

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