Immigrati, continuano gli sbarchi un morto recuperato in mare a Malta

Repubblica 28/8/09
Barcone a Siracusa. La Ue: l´Europa accolga più rifugiati

Eritrei sul gommone: la foto acquisita agli atti dell´inchiesta dal pm di Agrigento
FRANCESCO VIVIANO
DAL NOSTRO INVIATO
LAMPEDUSA – Non c´è respingimento che tenga. La rete di protezione di Italia, Libia, Tunisia e Algeria per bloccare gli extracomunitari provenienti dal centro Africa e da altri paesi sconvolti da fame e guerre, fa acqua da tutte le parti. I barconi e i gommoni con centinaia di disperati che tentano di attraversare il canale di Sicilia eludono i pattugliamenti e arrivano comunque. Anche grazie alle guerre silenziose tra Malta e Italia che fanno a gara per non averli sul proprio territorio. Notizie di nuovi sbarchi e di nuove morti nella traversata si susseguono proprio mentre in Italia non si placano le polemiche politiche e da Bruxelles filtrano indiscrezioni su una comunicazione ufficiale, prevista per il 2 settembre, nella quale si chiede ai paesi membri di accogliere più profughi bisognosi di tutela internazionale, aumentando l´impegno umanitario su questo fronte. Nel testo, preparato dall´ufficio del commissario alla Giustizia Jacques Barrot, si sottolinea come «le esigenze di reinsediamento globali sono molto maggiori dei luoghi di reinsediamento disponibili» e si invitano gli stati ad adeguarsi ai livelli di accoglienza degli altri paesi industrializzati come ad esempio il Canada che ogni anno accoglie circa il doppio dei rifugiati di tutta l´Ue.
Sul fronte interno ad alimentare le polemiche è il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che in un´intervista a Panorama bacchetta la Lega invitandola a «smettere con i toni» usati di recente contro il Vaticano e si dice «sconcertato dall´atteggiamento dell´opposizione» sul tema immigrazione. Il centro sinistra, per il ministro, «specula anche sulle tragedie pur di attaccare il governo». La risposta arriva dal candidato alla segreteria del Pd Pierluigi Bersani: «Frattini è stato commissario Ue con delega per l´immigrazione per quattro anni e ora dice che la colpa non è la sua? La realtà – dice ancora l´ex ministro – è che si sono fatte delle politiche fallimentari». Il riferimento è alle accuse fatte da Frattini nei giorni scorsi proprio all´atteggiamento di Bruxelles.
Nelle ultime 48 ore in Sicilia e a Malta, sono stati oltre un centinaio gli immigrati sbarcati. Quelli approdati sulle coste maltesi, che non sono stati accompagnati verso Lampedusa solo perché arrivati direttamente sugli scogli di Marsaxlokk, a pochi chilometri da La Valletta, sono 80 eritrei, uno dei quali era già morto. Tra le persone soccorse 14 donne, di cui tre in gravidanza, e un bambino di sette anni.
Gli altri 55 sono arrivati sulle coste siracusane dopo essere stati avvistati e monitorati con i radar dalla Guardia di Finanza. Erano a bordo di un peschereccio che navigava a velocità sostenuta. Giunti nei pressi di Capo Passero sono stati accostati dalle motovedette e condotti sulla terraferma. I 55 extracomunitari hanno dichiarato di essere curdi e iracheni, ma era una bugia. A tradirli sono stati i telefonini ed altre tracce che hanno consentito ai militari di identificarli come egiziani. Due di loro, ritenuti gli scafisti, sono stati arrestati e saranno processati per direttissima. Gli altri sono stati trasferiti in un centro di accoglienza e presto saranno rimpatriati. Due egiziani che erano stati ricoverati nell´ospedale di Siracusa sono invece ricercati dopo la loro fuga dalla struttura.
I 79 eritrei giunti a Malta sono stati soccorsi dalle Forze Armate maltesi e sono stati accompagnati al centro di identificazione di Hal Far prima di essere trasferiti in uno dei centri di detenzione dell´isola. Come nel caso dei 5 eritrei salvati sette giorni fa dopo un viaggio di oltre 20 giorni che aveva provocato la morte di 73 persone, i maltesi hanno filmato le operazioni di soccorso.
Intanto, per fare luce sul racconto dei 5 eritrei, la procura di Agrigento ha avviato le procedure per acquisire la foto diffusa dalle autorità di Malta in cui si vede il gommone su cui viaggiavano affiancato da un´unità maltese. Il procuratore Renato Di Natale, ha deciso di mettere agli atti anche la trascrizione delle comunicazioni intercorse tra le autorità italiane e quelle maltesi. Le ipotesi di reato sono favoreggiamento dell´immigrazione clandestina (indagati, come atto dovuto, anche i cinque eritrei) e omicidio colposo plurimo.
Le storie dei cinque sopravvissuti e, soprattutto quella di Titti, raccontata dal nostro giornale, ha commosso molti italiani che hanno inviato lettere a Repubblica con la richiesta di potere dar loro un aiuto economico o un lavoro.

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