Alfano: «Sulle carceri prime risposte dall’Ue»

Secolo XIX 28/8/09
giustizia
Roma. Il richiamo a Bruxelles a non chiudere gli occhi sull’ emergenza carceri italiane piene di stranieri non è caduto nel vuoto, secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Leggo positivamente – afferma il Guardasigilli – la risposta data da un portavoce della Commissione europea disponibile a considerare «per quanto possibile» la sollecitazione italiana ma senza ingerenze nei sistemi di giustizia criminale dei singoli Stati membri.
Il reclamato intervento europeo, dunque, può realizzarsi su due fronti: o con lo stanziamento di fondi per consentire all’Italia di costruire nuovi penitenziari, oppure facilitando il trasferimento dei detenuti nei Paesi di origine. Ma quest’ultima misura rischia di alleviare ben poco la situazione delle sovraffollate carceri italiane (63.887 detenuti contro 43.327 posti regolamentari). Su 23.599 stranieri, infatti, solo il 30% sono cittadini europei (7.006), mentre la maggior parte sono nordafricani, ben difficili da rimpatriare. Se poi il piano carceri che il Guardasigilli ha intenzione di portare in Consiglio dei ministri entro settembre ha bisogno di fondi (per costruire 17.891 nuovi posti entro il 2012 servono 1,5 miliardi di euro mentre il Cipe fino ad ora ha stanziato 200 milioni), allora l’aiuto economico europeo diventa indispensabile. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, ha rassicurato che Bruxelles «è disponibile a discuterne» ma «dal punto di vista economico vanno viste possibilità che ci sono». L’opposizione ribatte ad Alfano di non nascondersi dietro agli appelli alla Ue: «La verità – dice Lanfranco Tenaglia, del Pd – è che aveva promesso un piano straordinario per la costruzione di nuove carceri entro l’aprile del 2009 e invece i 250 milioni che Prodi aveva stanziato a suo tempo sono stati sottratti per finanziare il taglio dell’Ici».

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