Maroni: «Bloccheremo gli sbarchi al 100%»
Manifesto 27/8/09
CORTINA Il ministro dell’interno difende l’accordo con la Libia. «Diminuzione degli arrivi»
«Abbiamo già bloccato il 95% e vogliamo arrivare a bloccare il 100% gli sbarchi di clandestini» . È l’auspicio espresso ieri dal ministro degli Interni, Roberto Maroni, intervenuto a «Cortina Incontra». «Questo accordo – ha detto Maroni a proposito del trattato firmato l’anno scorso con la Libia, una parte del quale è destinato al contrasto dell’immigrazione irregolare – funziona benissimo: continueremo ad applicarlo». «Se una barca è in alto mare, in acque internazionali – ha spiegato – e ci segnalano dalla Libia che questo mezzo è sfuggito ai loro controlli, e ci chiedono di andare a soccorrerli e riportarli in porto in Libia, non possimao farne a meno». Maroni ha poi precisato che «l’accordo bilaterale con la Libia non è stato firmato dal “nazistoide” di Maroni ma da quell’uomo purificato che è il ministro Amato. L’accordo è sempre stato disatteso dal Governo Prodi e oggi io ho solo fatto in modo di applicarlo», ha aggiunto il titolare del Viminale.
Dal 5 maggio scorso, quando c’è stato un primo respingimento di immigrati, sono arrivati in Italia – ha reso noto il ministro Roberto Maroni – 1345 clandestini. «L’anno scorso nello stesso periodo – ha ricordato – ne erano arrivati 14.220. Una diminuzione del 92%». «Di questi – ha detto sempre Maroni, citando i dati 2008 – 14mila erano arrivati dalla Libia. Dalla Libia quest’anno ne sono arrivati circa 1300. Ciò significa che l’accordo con la Libia va benissimo, funziona, e i risultati si vedono». «Respingimento – ha sottolineato il responsabile del Viminale – vuol dire riportare i clandestini da dove sono partiti. Rimpatrio vuol dire mandarli nei Paesi d’origine con tutta la burocrazia che ne consegue. A spese nostre».
Il ministro non si è soffermato sulle critiche avanzate tanto dall’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) che dalla Commissione europea, secondo cui le politiche di respingimento violano il principio di non refoulment stabilito dalla Convezione di Ginevra e rispediscono in Libia potenziali richiedenti asilo in fuga da situazioni disastrate come i cinque eritrei giunti nei giorni scorsi a Lampedusa. Nè si sofferma sulle condizioni disagiate in cui versano gli immigrati nei centri di detenzione libici, che secondo diverse testimonianze stanno scoppiando proprio in seguito ai respingimenti operati dall’Italia.

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