ATTENTATO DISCOTECA GAY ROMA: OMOSESSUALI, SOS OMOFOBIA
Secolo XIX 27/08/2009
ROMA. A pochi giorni dall’aggressione di due giovani omosessuali, uno accoltellato gravemente e ancora ricoverato in ospedale, nella capitale torna l’incubo della violenza omofobica. La scorsa notte il Qube, la discoteca romana che spesso ospita serate gay come “Muccassassina”, la più importante festa trasgressiva della capitale, ha subìto un attentato incendiario che ha provocato solo danni alla struttura, per altro chiusa per ristrutturazione.
Erano le 22.15 quando i vigili del fuoco sono intervenuti in via Portonaccio per spegnere un principio d’incendio davanti all’ingresso della discoteca, nel quartiere periferico Tiburtino, dove è stato trovato liquido infiammabile. Le fiamme, hanno interessato soltanto l’ingresso e la biglietteria.
La direzione del Qube non avanza ipotesi sulla matrice dell’ attentato incendiario: «Non abbiamo elementi per poter confermare il movente omofobo del gesto incendiario»; ma ricorda che «lo scorso anno si sono verificate aggressioni all’esterno del locale, con clenti feriti».
Immediate le reazioni di condanna dei movimenti gay. Dal segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma Andrea Berardicurti che si è appellato al prefetto, al questore e alle forze dell’ordine chiedendo di «perseguire con tenacia e fermezza gli attori di questi atti vandalici alle cose e alle persone», al presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso a Franco Grillini, presidente di Gaynet, che parlano senza mezzi termini di «violenza omofobica».
La parlamentare Paola Concia, relatrice della legge contro l’omofobia in Commissione Giustizia alla Camera arriva a dire che «le importanti dichiarazioni rese ieri dal sindaco Alemanno sembrano quasi aver scatenato la reazione di quanti, soprattutto nell’estrema destra, credevano di godere di copertura e impunità e invece si sono scoperti soli». Dura la condanna del presidente della Regione Piero Marrazzo: «Il clima di intolleranza che sta crescendo in questa cittàè reale». E il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti indica come «principali responsabili tutti coloro che in questi mesi e in questi anni hanno strizzato l’occhio a posizioni xenofobe e intolleranti».
Il sindaco Alemanno tranquillizza: a Roma «non c’è assolutamente» una escalation di violenza contro i gay, «è una città tollerante. Ci sono delle ristrette minoranze e dei soggetti pericolosi» che «vanno isolati, colpiti». Il problema è«la certezza della pena» e per questo serve «una legge che introduca le aggravanti per i gesti di intolleranza sessuale».

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