Manette per “Svastichella”,l’aggressore dei due gay romani dopo quattro giorni in libertà
Secolo XIX 26/08/2009
Il pregiudicato Sardelli ha accolto la polizia con un sorriso: «Vi aspettavo». Il Gip: «È persona socialmente pericolosa»
Roma. Aveva già la borsa pronta per la «trasferta» a Regina Coeli dove è un “habitué”, vista la fedina penale lunga come un lenzuolo. E ai poliziotti della squadra mobile di Roma che lo hanno prelevato in tarda mattinata dalla sua abitazione al terzo ponte del Laurentino 38, uno dei tanti bunker in cemento occupati abusivamente negli anni Ottanta, ha detto, con il suo sorriso sdentato da ex pugile: «Vi stavo aspettando». Guascone e spavaldo lo è stato fino alla fine Svastichella, al secolo Alessandro Sardelli, 40 anni, il pregiudicato accusato di tentato omicidio in relazione all’aggressione dei due giovani omosessuali a Roma.
Un arresto annunciato quello dell’ex boxeur, ex topo d’appartamento, poi diventato spacciatore, che si vantava con gli abitanti di questo pezzo di Bronx romano di essere «un fascista vero che odia gli omosessuali». Vanterie che gli erano valse il soprannome irridente di Svastichella. Dal giorno della denuncia in stato di libertà sabato scorso – diventata oggetto di scontro tra Campidoglio e Procura – fino alla cattura di ieri Sardelli è stato tenuto costantemente sotto controllo da una volante e da un servizio di controllo. Ma il pregiudicato, come riferiscono alcuni abitanti del quartiere, non ha smentito nemmeno in queste ore la sua fama: salutava ogni mattina l’equipaggio della volante parcheggiata sotto casa sua come a dire «guardatemi, io sto qua, non scappo».
L’indagine, per il momento sembra conclusa e non ci sarebbero altri complici da individuare. Sardelli potrebbe essere sentito dal giudice nei prossimi giorni per l’interrogatorio di garanzia. Il gip nell’ordinanza ha parlato di «evidenti esigenze cautelari» e di persona «socialmente pericolosa». Il provvedimento del giudice delle indagini preliminari ha accolto la richiesta che era stata firmata lunedì dal procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara e dal sostituto Pietro Pollidori. Ma il sindaco Alemanno non ha rinunciato a ribadire il suo pensiero: pur esprimendo «soddisfazione perché la Procura ha disposto ed eseguito l’arresto di questo criminale», Alemanno ha detto che «quattro giorni di libertà per questa persona sono stati troppi. La decisione del Gip parla chiaro, si tratta di un soggetto socialmente pericoloso che andava arrestato subito». Piero Marrazzo, presidente della Regione: «A Roma c’è un clima montante di intolleranza politica, razzista o nei confronti di chi viene considerato diverso». Anche i due ragazzi aggrediti, dall’ospedale, fanno sapere di essere «più tranquilli» dopo l’arresto.

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