Alemanno: sì alla legge anti-omofobia

Repubblica 26/8/09
Roma, l´ok del sindaco alla proposta del Pd. Arrestato l´aggressore dei gay: sono matto

Ma la polemica con la procura non si ferma: “Troppi quattro giorni per il fermo” “Svastichella” ha accolto gli agenti salutando dalla finestra
ELSA VINCI
ROMA – Svolta a sorpresa. Per il sindaco Alemanno «è arrivato il tempo» di una legge contro l´omofobia. Nel giorno dell´arresto dell´aggressore dei due gay, l´uomo di An apre a una proposta del Pd, che introduce l´aggravante di intolleranza sessuale nei reati contro la persona, incontra le associazioni di omosessuali, promette «sorveglianza, sicurezza» e una visita al Gay Village entro il 12 settembre. Lì dove si è scatenata la furia di Alessandro Sardelli.
«Vi stavo aspettando. Sono matto in galera non ci resto». Non smette di fare lo spaccone “Svastichella”, 40 anni, accusato di tentato omicidio per aver accoltellato un giovane che baciava un amico, venerdì sera al Gay Village dell´Eur. Ha accolto con un saluto dalla finestra gli agenti che sono andati prenderlo in un bunker al terzo ponte del Laurentino 38. «Soddisfatto» adesso Gianni Alemanno, diventato d´improvviso paladino contro l´omofobia. «Credo di poter appoggiare una legge come quella della commissione Giustizia per iniziativa dell´onorevole Paola Concia del Pd, che introduce l´aggravante di intolleranza sessuale nei reati contro la persona», dice l´uomo di An. «Credo sia possibile un´approvazione unanime o largamente maggioritaria del Parlamento», annuncia. «Come sindaco di Roma ritengo quel pdl uno strumento utile a contrastare fenomeni di violenza come quelli che abbiamo vissuto».
L´Arcigay preferirebbe un altro testo, che estende le misure previste dalla legge Mancino alle forme di intolleranza sessuale, ma non sottovaluta l´apertura di Alemanno: «Un fatto importante». Che tuttavia non prelude ad alcuna inversione di rotta. «Sì alla difesa dei diritti, no alle coppie di fatto», chiarisce il sindaco, che ribadisce il suo no al patrocinio per il Gay Pride. «Alemanno arriva tardi – dice Debora Serracchiani del Pd – ma meglio tardi che mai». Il Partito democratico chiede al presidente della Camera Fini di calendarizzare il pdl contro l´omofobia subito, alla riapertura dei lavori parlamentari.
«Troppi quattro giorni per l´arresto», insiste il sindaco. «L´attacco di Alemanno alla procura è sconcertante», commenta Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia. Stavolta il procuratore Ferrara non raccoglie la provocazione, nei giorni scorsi ha chiarito che il fermo di polizia è previsto solo con la flagranza di reato, che in questo caso non c´era, e che il pm ha atteso il rapporto della polizia per valutare i fatti e poi ha chiesto il carcere.
«Sardelli è persona socialmente pericolosa, ha altri precedenti e sussiste il concreto pericolo che possa commettere reati della medesima fattispecie e fuggire. Le esigenze cautelari sono evidenti», ha scritto il gip che lo ha sbattuto in cella. «Lo hanno riconosciuto in cinque», ha spiegato Renato Laviola nell´ordinanza. «Vattene Svastichella, vattene. Piantala, vai a casa», gli urlava il gestore di un chiosco mobile mentre Sardelli colpiva Dino e Giuseppe nella notte del Gay Village. Uno dei testimoni chiave.
Dino, in un letto d´ospedale, accoglie la notizia dell´arresto con sollievo. Il suo amico, Giuseppe, ancora turbato dice di volersi trasferire in Spagna. Presto l´interrogatorio di Svastichella, entrato in carcere con il suo certificato di seminfermità mentale in tasca. «Non possono farmi niente, in galera non ci resto».

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