Un giornale che assomigli ai suoi lettori
25 agosto 2009 Il SecoloXIX – Editoriale del nuovo direttore Umberto La Rocca
Un giornale che assomigli ai suoi lettori
Gli editoriali nei quali un nuovo direttore si presenta ai suoi lettori incolonnano di solito buone intenzioni, annunci, proclami. Se soltanto la metà di questi progetti fossero stati realizzati, probabilmente la stampa non navigherebbe in acque tanto pericolose da far ipotizzare ai pessimisti un irreversibile declino.
Meglio allora dar tempo al tempo e attendere che siano i fatti a parlare. E, per ora, limitarsi a spiegare le ragioni dell’orgoglio con il quale assumo oggi la direzione di questo giornale.
Il Secolo XIX, con i suoi centoventitré anni di vita, è uno dei più antichi quotidiani italiani e ha una luminosa tradizione di giornalismo indipendente, di battaglie laiche e civili. Nell’ultimo lustro, sotto l’autorevole guida di Lanfranco Vaccari, ha saputo cambiar pelle affiancando al giornale rinnovato nei contenuti e nella grafica il sito Internet e Radio19.
Una apertura al futuro, in un mondo in cui l’informazione viaggia lungo mille canali diversi, perlopiù gratuiti, restando fuori dai quali si rinuncia a raggiungere settori di opinione pubblica sempre più vasti.
Quel che però più conta, è che il Decimonono ha affrontato questo tumultuoso cambiamento senza smarrire la sua anima.
In un Paese scosso da una crisi che è di tutto l’Occidente e nel quale il rischio di perdere legittimità spinge parte della classe dirigente verso la scorciatoia del consenso coatto e dei media omologati, il quotidiano di Genova e della Liguria fornisce ogni giorno ai suoi lettori un’informazione libera, scevra di pregiudizi e timidezze, impermeabile alle pressioni, fisiologiche, del potere politico e dei poteri economici. Lo ha fatto, e continuerà a farlo, grazie a una redazione preparata e tenace. E potendo contare su quella che in Italia, diversamente da ciò che accade all’estero, resta purtroppo un’eccezione: un editore indipendente, “puro” si sarebbe detto una volta, Carlo Perrone, che ringrazio per la fiducia accordatami.
Ma la crisi di rappresentanza che serpeggia in Italia, testimoniata dal fiorire di siti internet autoprodotti, di blog politici, di forum, impone ai giornali un nuovo compito. Informare con rigore non è più sufficiente, è necessario anche dare voce ai lettori, offrire loro la possibilità di partecipare alla discussione pubblica e di riconoscersi nel loro giornale. Occupare cioè quello spazio vuoto, colmare quella mancanza di riferimenti seri e autorevoli, che favorisce il proliferare e il successo di pericolose ricette populiste.
Questo discorso vale soprattutto per un quotidiano come Il Secolo XIX, che ha nel legame con il territorio, con Genova, con Savona, Imperia, La Spezia, la propria ragion d’essere. La Liguria è, in fondo, una regione paradigma del tempo in cui viviamo. Erede di una importante storia industriale, oggi si divide fra carenze strutturali che ne frenano la crescita ed eccellenze che non sempre riescono ad emergere. La nostra ambizione è raccontare le une e le altre in un giornale che assomigli ai suoi lettori: sobrio e attento nel dare le notizie, fiero della sua indipendenza, geloso nel salvare le tradizioni ma curioso del nuovo sotto qualunque cielo si manifesti. Se ci saremo riusciti, lo giudicherete voi.

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