«Ora una legge contro l’omofobia»

Secolo XIX 24/8/09
dopo l’accoltellamento al gay village
L’aggredito: «Voglio andar via dall’Italia». Botta e risposta tra Alemanno e la Procura

Roma. Mentre restano gravi le condizioni di uno dei due giovani omosessuali aggrediti venerdì notte all’uscita del Gay Village di Roma, si moltiplicano le voci di chi vuole un atteggiamento più chiaro da parte del governo, e del Paese, sulla questione omofobia. «L’impegno per l’approvazione di una legge contro l’omofobia sarà prioritario per il Partito democratico», ha detto ieri il segretario del Pd, Dario Franceschini. «L’episodio gravissimo dell’aggressione ai due giovani gay rende ancora più urgente una reazione culturale a difesa dei diritti civili di tutti i cittadini e l’approvazione di norme specifiche per contrastare i reati legati all’omofobia».
Anche il governo, per voce del ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, condanna fermamente l’accaduto, parlando di «aggressione vergognosa, sdegno e profonda indignazione». Si espone in prima persona anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Ho il massimo rispetto per la Procura di Roma e per il suo capo che conosco personalmente come magistrato molto attento al perseguimento dei reati nella nostra città, ma devo ribadire con forza il mio totale dissenso dalle decisioni del magistrato inquirente che si è limitato a denunciare a piede libero l’accoltellatore dei due ragazzi gay». «A mio avviso – ha continuato Alemanno – questa è stata una scelta inopportuna e criticabile. Infatti, un criminale che si spinge a compiere il reato di tentato omicidio per motivi abietti come quelli dell’intolleranza sessuale è un soggetto che può e che deve essere considerato socialmente pericoloso e a rischio di reiterazione di questo reato. Come si fa a lasciare a piede libero un soggetto simile anche solo per poche ore?». L’augurio del sindaco è che la Procura torni sui propri passi. «La Procura si è mossa, secondo le regole dettate dal Codice che tutela le garanzie di tutti i cittadini. La vicenda dei gay aggrediti è grave e la Procura, secondo le regole dettate dal Codice, prenderà gli opportuni provvedimenti», è questa la risposta che arriva da Palazzo di Giustizia, dove il procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara:«Quello che è stato definito da molti, compreso Alemanno, un cavillo procedurale, in realtàè la mancata flagranza di reato. La legge stabilisce in questo caso la denuncia. Naturalmente la vicenda è molto grave e prenderemo tutti gli opportuni provvedimenti del caso». Presto, la Procura potrebbe emettere un decreto di fermo nei confronti dell’ aggressore dei due ragazzi, provvedimento che sarà valutato dal gip. Secondo il Codice l’arresto è consentito in flagranza di reato o in un momento immediatamente successivo a quello di una notizia di reato. L’accoltellatore era stato individuato e rintracciato diverse ore dopo il fatto.
La vicenda è all’attenzione del pm Pietro Pollidori, lo stesso che si occupò di un’altra vicenda gay, quella delle effusioni scambiate, due anni fa, vicino al Colosseo da una coppia di uomini. Pollidori citò a giudizio i due sorpresi a scambiarsi effusioni giudicate contrarie alla pubblica decenza. Secondo l’accusa i due furono sorpresi durante un rapporto orale, e non a scambiarsi un semplice bacio come loro stessi avevano invece sostenuto più volte.
Intanto arriva lo sfogo del ragazzo aggredito: «Vorrei andare via dall’Italia. Quello che è successo è assurdo, quando mi sono trovato il coltello conficcato ho pensato di morire», ha detto il giovane marchigiano, che ieri ha chiamato i genitori per informarli. Accanto a lui, il compagno, anche lui aggredito, che lavora in Spagna e che avrebbe deciso di voler «restituire simbolicamente il passaporto italiano». E l’Arcigay già pensa a una grande marcia, il prossimo 10 ottobre a Roma, per tutelare i diritti degli omosessuali.
Roberto Scarcella

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