Le domande frequenti: ma non tutte hanno una risposta
Secolo XIX 7/8/09
certa
vademecum
DAL PRIMO al 30 settembre potranno essere presentate le domande per la regolarizzazione di colf e badanti. I documenti devono essere presentati da un datore di lavoro e dal lavoratore straniero, e devono dimostrare che tra i due è iniziato un rapporto di lavoro almeno in una data compresa tra l’1 aprile e il 30 giugno. Ecco le domande più frequenti, ma non tutte hanno una risposta.
Qual’è la procedura per la regolarizzazione?
L’impostazione della pratica avviene via internet e viene inviata alla Prefettura. Verificate le condizioni minime, la persona riceve una lettera di convocazione con un appuntamento, a cui si presenteranno il lavoratore con il datore di lavoro per firmare il “contratto di soggiorno”.
Come e quando vanno pagati i 500 euro?
Questa parte della norma non è chiarissima. Secondo la Cgil la cifra, necessaria per la regolarizzazione, va pagata dopo aver ricevuto la convocazione e prima di presentarsi all’appuntamento. La modalità di pagamento non è ancora stata definita, ma sarà probabilmente attraverso un bollettino postale.
Una volta ottenuto il contratto di soggiorno dalla Prefettura la procedura è finita?
No. Lo straniero a quel punto deve ancora ottenere il permesso di soggiorno vero e proprio dalla Questura. Si può richiedere tramite raccomandata alle Poste. Oppure ci si può rivolgere ai sindacati o ad alcune associazioni riconosciute che garantiscono in più il controllo dei documenti, cosa che non è tenuto a fare il personale delle Poste. Gli sportelli dei sindacati sono abilitati a fare la domanda telematica.
Quanto costa il permesso di soggiorno?
Sono circa 70 euro, per la raccomandata, il bollo e la stampa. A questi soldi va aggiunta una cifra che va dagli 80 ai 200 euro (misura prevista nel ddl, ma non ancora chiarita).
Quanto tempo ci vorrà?
Secondo la Questura di Genova ci vorranno quattro o cinque mesi. Fino ad ora ne passavano otto o nove.
Quanto deve durare il rapporto di lavoro?
È un aspetto fondamentale su cui c’è un grosso punto interrogativo.
Se il datore di lavoro che ha manifestato la volontà di assumere muore prima del 1 settembre?
Non c’è una risposta precisa. Chi è in questa situazione rischia di trovarsi in un vuoto normativo.
Se il datore di lavoro non vuole regolarizzare il dipendente, questo lo può denunciare ed essere regolarizzato?
Nel decreto questa norma non compare. I sindacati in un caso del genere avvieranno comunque la domanda di regolarizzazione e una vertenza contro il datore di lavoro.
A chi chiedere informazioni?
In prossimità delle sanatorie si moltiplicano gli avvoltoi. Il consiglio è di rivolgersi alla Prefettura, ai sindacati o ad associazioni riconosciute.

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