«Non ci sono condizioni di emergenza»

Secolo XIX 7/8/09
il prefetto
DAVANTI alla possibilità che la nuova legge in materia d’immigrazione rischi di provocare un’impasse di conoscenze e procedure, d’ingolfare una macchina giudiziaria già allo stremo (a Genova, su alcuni fronti, più che altrove) il prefetto del capoluogo ligure Anna Maria Cancellieri deve necessariamente stare alla finestra.
«Quello della prefettura – insiste – è un compito preventivo, finalizzato alla tutela dell’ordine pubblico. L’applicazione delle norme spetta alla polizia e all’autorità giudiziaria, e quindi è su quei fronti che si testerà l’impatto del reato di clandestinità».
Cancellieri, che a novembre lascerà l’incarico per andare in pensione, spiega che finora non sono state organizzati incontri “specifici” sul tema, nessun comitato per l’ordine e la sicurezza che avesse come denominatore l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza. «Al momento – spiega – non ne abbiamo rilevato la necessità. Come sempre siamo attenti a tutto ciò che accade in città e se dovessero palesarsi condizioni di particolare emergenza allora ci muoveremmo. Ma, sinceramente, non vedo come potrebbe accadere in questo momento».
Diverso è il ragionamento sulla possibilità di prevedere in qualche modo il numero dei nuovi e potenziali “criminali” secondo la nuova legge, ovvero di coloro che potrebbero – a rigor di norma – essere denunciati perché in Italia senza permesso di soggiorno. «Sono stati condotti diversi studi – rimarca il prefetto – ma commetterei una leggerezza se certificassi una cifra piuttosto che un’altra. La clandestinità, per la natura stessa del fenomeno, sfugge a ogni tipo di censimento».

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