Scontro Serracchiani-Vincenzi sulle ronde

Secolo XIX 06/08/2009
sicurezza, polemiche nel pd
L’europarlamentare (area Franceschini) attacca
il sindaco di Genova (sostenitrice di Marino), che replica secca

Genova. «Ribadisco il mio no alle ronde». Marta Vincenzi è categorica, non può essere altro mentre nel Pd infuria la polemica per quella che l’europarlamentare Debora Serracchiani e il deputato Gianclaudio Bressa definiscono – dopo un’intervista al Giornale – «l’apertura alle ronde da parte del sindaco di Genova». Ed è così che le ronde smettono di essere solo un motivo di contrasto tra centrodestra e centrosinistra e irrompono nel Partito democratico. Scazzottate pre congressuali, mozione Franceschini contro mozione Marino perché Serracchiani sostiene il primo e Vincenzi è tra i principali sostenitori del secondo.
Il sindaco di Genova, ieri sera, ha puntualizzato il suo pensiero: «Ho detto e ripeto che nella mia città non esiste la parola ronda. Sono invece soddisfatta che, anche per iniziativa del Capo dello Stato, il decreto attuativo dello schema Maroni sia stato modificato sul modello genovese che contempla la sicurezza partecipata». Che nelle vie, davanti alle scuole e nei parchi di Genova si concretizza con i “tutor d’area” (evoluzione del nonno vigile) e da settembre con le guardie ecologiche.
Sottolineature che non hanno impedito, per tutto il giorno, la zuffa nel Pd. Bressa e Serracchiani sono critici: «Sarebbe interessante conoscere l’opinione del senatore Marino sulle ronde dopo che la sua principale sponsor, il sindaco Vincenzi, appare entusiasta». Stessa linea Serracchiani: «Le posizioni del Pd su questo tema sono state sempre nette, senza equivoci. Confido che chi, come il senatore Marino, si candida alla segreteria nazionale del Pd sappia sempre tenere la barra dritta su temi delicati come questi».
Ai due replica Sandro Gozi, coordinatore dei rapporti politici della mozione Marino: «Consiglio a Debora Serracchiani, se ha dei dubbi, di studiare gli atti pubblici del Senato, vedrà che proprio grazie alla battaglia condotta, tra gli altri, da Ignazio Marino e da Felice Casson, sono sparite dal testo del Governo le proposte di ronde armate, di ronde a presidio dei territori ed è stato sventato il tentativo del Governo di procedere ad una vera e propria privatizzazione della sicurezza». In difesa di Vincenzi si schiera anche il segretario regionale Mario Tullo (bersaniano): «Serracchiani prima di parlare dovrebbe conoscere meglio le iniziative di Genova sulla sicurezza partecipata. E come diciamo al centrodestra di lasciare fuori da questi argomenti la demagogia, lo stesso invito lo rivolgo al Pd».
A Padova sul tema ronde ieri è intervenuto anche Dario Franceschini: «Abbiamo troppo lasciato la bandiera della sicurezza alla destra e poi la destra, quando questa non serviva più, dopo le elezioni, l’ha buttata nel fosso. Da quando sono governo hanno tagliato tre miliardi e mezzo alla pubblica sicurezza e dopo aver tagliato mettono in campo le ronde. E questo è piuttosto pericoloso. Dovremo essere intransigenti».
Al. Cost.

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