Ronde, Serracchiani contro Vincenzi: “Il Pd non la pensa come lei”

Repubblica 6/8/09
Esplode la polemica all´interno del Pd dopo le dichiarazioni al “Giornale” del sindaco Marta Vincenzi sulle ronde. L´europarlamentare del Pd Debora Serracchiani attacca: «Che cosa ne pensa Ignazio Marino dell´entusiasmo con cui Vincenzi, sostenitrice della sua mozione, plaude alle ronde? Le posizioni del Pd su questo tema sono state sempre nette, senza equivoci».
Esplode la polemica all´interno del Pd dopo le dichiarazioni al Giornale del sindaco Marta Vincenzi sulle ronde e il problema-sicurezza. L´europarlamentare del Pd Debora Serracchiani e Gianclaudio Bressa, componente Pd della commissione Affari costituzionali della Camera, sono particolarmente critici.
«Che cosa ne pensa Ignazio Marino dell´entusiasmo con cui Vincenzi, sostenitrice della sua mozione, plaude alla legislazione che introduce le ronde nel nostro Paese? – chiede la Serracchiani – Le posizioni del Pd su questo tema sono state sempre nette, senza equivoci. Fuor di polemica, confido che chi, come il senatore Marino, si candida alla segreteria nazionale del Pd sappia sempre tenere la barra dritta su temi delicati come questi». Dello stesso tenore le parole di Bressa. «Sarebbe interessante conoscere l´opinione del senatore Marino sulle ronde dopo che la sua principale sponsor, il sindaco Vincenzi, appare entusiasta dell´iniziativa del ministro Maroni. L´uso della forza da che esiste lo stato moderno è esclusiva competenza dello Stato – afferma Bressa – Le zone grigie dove cresce il senso di insicurezza si proteggono con politiche sociali e di integrazione, e non con maldestri drappelli volontari per la sicurezza. Pensarla in modo diverso da questo non è anticonformismo ma è un pensiero democraticamente debole. Comunque nessun processo alle intenzioni ma la semplice constatazione di dove si vuole situare la qualità della democrazia».
Immediata la replica della Vincenzi. «Genova conferma il proprio no alle ronde. Sono grata al presidente della Repubblica per aver influito moltissimo nel far modificare il decreto Maroni che, in una prima lettura, sembra impostato più sul modello Genova», spiega la Vincenzi che aggiunge: «Genova è una città in cui già da tempo è stata progettata una forma di sicurezza partecipata che trova la sua realizzazione nella presenza dei tutor d´area, dei nonni vigili e delle guardie ecologiche, che entreranno in funzione a settembre. Per noi è questa la sicurezza partecipata».

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