Esposto del Mil sulla gronda, aperta inchiesta

Secolo XIX 06/08/2009
in procura
Il pubblico ministero Zucca ha avviato un’indagine sul progetto dopo la denuncia del Movimento indipendentista ligure


IL MOVIMENTO indipendentista ligure (Mil) aveva chiesto alla Procura e alla Corte dei conti di intervenire con un volantino distribuito in tutta la città. La Procura ha risposto “presente” aprendo un fascicolo di inchiesta, affidato al sostituto procuratore Enrico Zucca, del pool relativo ai reati commessi nell’ambito della pubblica amministrazione. Si indaga sul progetto della Gronda di Genova, il nuovo tracciato autostradale capace, nelle intenzioni di Autostrade, di risolvere i problemi di traffico e di infrastrutture che strozzano lo sviluppo e la circolazione di auto e tir. Un raddoppio della viabilità della A10 da realizzare scavando nuove gallerie, innalzando nuovi viadotti ma, soprattutto, espropriando e abbattendo un numero consistente di case. Per il Mil, indipendentemente dal tracciato prescelto (alla cui individuazione si è lavorato per anni anche attraverso un dibattito pubblico voluto dal sindaco Marta Vincenzi), «la spesa prevista appare spropositata» e soprattutto «appare scriteriato l’aver affidato l’opera a una società, le Autostrade, senza una gara pubblica di respiro europeo», precisa Franco Bampi, segretario del Movimento: «Noi non neghiamo la necessità di risolvere il problema del nodo autostradale genovese – continua – Noi pensiamo tuttavia che esistano alternative meno costose e più facilmente percorribili senza chiedere eccessivi sacrifici agli abitanti della città».
L’esposto alla Procura ha sortito l’effetto sperato dai promotori anche se, per ora, il pm non ha ipotizzato nessun reato e non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati.
La segnalazione è precisa: «Si sta cercando di “favorire” la società Autostrade sottraendola alla concorrenza; si sta progettando un’opera dai costi spropositati senza gara». La proposta avanzata dal Mil, che è stata esaminata e scartata da Autostrade, avrebbe secondo il movimento di Bampi costi notevolmente inferiori sia sotto il profilo finanziario che sociale: «Noi abbiamo sempre pensato e detto che la soluzione migliore sarebbe quella del tunnel di 26 chilometri tra Nervi e Voltri». Si tratta di «una metropolitana sotterranea da costruire entro cinque anni da levante a ponente e lungo le due vallate, con diramazioni all’aeroporto e allacciamenti con eventuali altri mezzi, tipo cremagliere agli Erzelli, che avranno un prossimo intenso sviluppo urbanistico».
Rispetto alla necessità eventuale di una gara per il progetto, risponde Andrea Ranieri, assessore alla Cultura che si occupa della Gronda: «Abbiamo svolto tutto il dibattito pubblico partendo non da una volontà di dare un colpo di spugna a quanto in passato già fissato, ma proponendo alla discussione ipotesi alternative che in realtà erano varianti di un progetto che nel 2006 aveva già ottenuto l’avvallo dell’Unione europea. Non c’era bisogno di fare una gara».
G. Cet.

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