CARI ALPINI, VI DIAMO IL BENVENUTO MA GENOVA NON HA BISOGNO DELL´ESERCITO

Repubblica 6/8/09

ALESSANDRO REPETTO
Durante la riunione di martedì del Comitato per l´Ordine pubblico e la sicurezza abbiamo accolto ufficialmente la comunicazione dell´invio, da parte del governo, di 40 alpini artiglieri. Come giusto e doveroso da parte delle istituzioni locali, anche io ho espresso non solo il massimo rispetto per questa decisione governativa ma anche garantito la disponibilità nel sostenere, con le risorse a disposizione, questa iniziativa.
Perché l´ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini hanno e devono avere la priorità su qualunque disquisizione puramente politica e su qualunque strumentalizzazione mediatica. Premesso ciò, e ringraziando i quaranta soldati che offriranno la loro preziosa collaborazione, vorrei però invitare a una riflessione approfondita su questo provvedimento. Costituzionalmente le Forze dell´Ordine preposte alla sicurezza delle città e del territorio sono la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza. Non l´Esercito. Sul nostro territorio, in particolare, il loro lavoro è sempre stato di alto livello di professionalità e puntualità e i loro sforzi sono maggiormente lodevoli se si considera cosa comporta lavorare sotto organico, con risorse minori e non sufficienti a corrispondere alle reali necessità. Se si vuole affrontare e risolvere concretamente e politicamente il problema, estremamente serio, è fondamentale rafforzare le Forze dell´Ordine preposte a questo, riconoscere e valorizzare le competenze e le funzioni del Prefetto, del Questore e del Comitato per l´Ordine pubblico e la Sicurezza, recuperare le risorse economiche e umane che al momento vengono impiegate in attività se non superflue comunque riducibili.
Penso alle innumerevoli scorte di ex segretari di partito, di ex politici, di ex ministri e di ministri, dove eccellenti poliziotti e carabinieri coprono ruoli di guardie del corpo non sempre necessari. Penso alle nostre truppe in missione all´estero, dove l´Italia è presente con contingenti qualche volta sproporzionati (vedi in Libano), con dispendio non solo di uomini e donne ma anche di soldi. La possibilità di rafforzare la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza c´è e questo garantirebbe davvero una salvaguardia dei cittadini efficace. Ci sono intere zone di Genova, da Voltri a Nervi, che hanno bisogno di una presenza costante e continua, di presidi efficienti e non lasciati a strutture ridotte all´osso. Invece è stato trascurato il Patto Città Sicura che è stato lasciato scadere lo scorso 14 giugno. Ho memoria di iniziative simili solo nei casi di regimi, penso a Tito nella ex Yugoslavia, o nei casi di gravi rischi di sommosse, disordini razziali e attentati, penso ai presidi di alcuni punti strategici di città in mano alla mafia o nei periodi del terrorismo. Allora, mi chiedo: sarà mica che in questa “Babele” di interpretazioni distorte della nostra Costituzione, il Ministro La Russa, che ama calarsi nei panni del “guerriero”, ci voglia abituare, a poco a poco, a una diversa versione di ordine pubblico? Se esiste davvero l´intenzione di risolvere, efficacemente e stabilmente, il problema della sicurezza cittadina, rafforziamo i corpi che questo compito lo hanno sempre svolto istituzionalmente e con grande capacità, adeguando organici e investimenti. Comunque: benvenuti Alpini.

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