Sicurezza, arrivano gli alpini pattuglieranno Sampierdarena

Repubblica 5/8/09
Roma invia 40 uomini, ma nove rimarranno in ufficio
L´esercito a Genova

In pratica, ogni giorno sul territorio ci saranno 6 soldati, divisi in 3 gruppi, per 4 turni
MASSIMO CALANDRI
IL MOTTO del Gruppo d´appartenenza suona come un impegnativo presagio, soprattutto per chi sarà destinato a pattugliare i carruggi. Nulla via invia, ovvero: «Non c´è strada inaccessibile». Da domani mattina 40 alpini artiglieri saranno i protagonisti della militarizzazione genovese invocata dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e generosamente offerta dal suo omologo agli Interni, Roberto Maroni. Nei prossimi sei mesi concentreranno i loro sforzi sulle strade del centro e a Sampierdarena, in particolare al Campasso, quartiere ad alta densità ecuadoriana. Il governo punta a città più sicure, e per questo nel capoluogo ligure ha deciso di risolvere il problema affidandosi ad uno schieramento che prevede l´uso contemporaneo di 6-soldati-6, divisi in 3 gruppi di due, ciascuno agli ordini di un carabiniere, finanziere o poliziotto.
Tre squadrette appiedate, armate di pistola Beretta e sfollagente, che si daranno il turno con i colleghi in modo da coprire il servizio giorno e notte. Un terzetto resterà lungo le strade sampierdarenesi, gli altri due si muoveranno «a tenaglia» – parola di Ministero – partendo uno da Brignole e l´altro dalla Commenda di Pré, per incrociarsi a metà percorso.
L´altro pomeriggio Maroni ha firmato il decreto, all´alba di ieri Roma ha distribuito ufficialmente i soldati, il prefetto Annamaria Cancellieri ha convocato per mezzogiorno il Comitato per l´ordine pubblico e la sicurezza. E in maniera molto naif, come è lecito azzardare visti i tempi e le modalità, si è deciso per le mini-squadre miste. Che potranno raddoppiare o triplicare nel numero, consentendo l´uso di sei alpini per ogni gruppo di intervento, in casi di particolare urgenza.
Dei 4.250 uomini destinati a 23 città italiane, Genova ospiterà meno della metà di quanto previsto. Sarà forse dopo aver letto i risultati di una recente indagine ministeriale, secondo cui il capoluogo ligure non è tra i centri più «a rischio» della penisola, ma all´ultimo momento il governo ha deciso che per garantire il successo dell´operazione Strade Sicure all´ombra della Lanterna saranno più che sufficienti 40 alpini. Anzi, 31: perché 9 resteranno chiusi in ufficio.
«Ci sono stati affidati precisi compiti di pattugliamento. L´obiettivo sono l´ordine e la sicurezza». Così ha parlato il colonnello Emanuele Aresu, del Primo reggimento di artiglieria di Montagna di Fossano, Brigata Alpina Taurinense. «Prevenzione della microcriminalità. Continua presenza del personale in uniforme. Lotta allo spaccio della droga. Questi soldati sono professionisti con grande esperienza. Reduci da un anno trascorso nelle strade di Torino, lavorando anche nel Toxic Park e presso il centro immigrati. A Porta Palazzo, ad esempio, la presenza quotidiana delle pattuglie di alpini ha dato sicurezza e maggiore serenità».
Tra i 40 soldati ci saranno anche «tre o quattro» donne. Alcuni degli alpini artiglieri sono genovesi, sono stati scelti proprio per facilitare l´ambientamento dei colleghi. Vivranno tutti nella caserma Andrea Doria, quella di Carignano. Li comanderà un capitano, Flavio Barletta. Ma è ancora il colonnello Aresu, che manda un messaggio ai genovesi: «Siamo qui per fare il nostro dovere. Ci aspettiamo un supporto dalla città. Gli alpini sono amati dalla gente e il nostro messaggio è un messaggio positivo».
I primi artiglieri sono arrivati nel pomeriggio. E in divisa, così come li vedrete da domani e per sei mesi almeno – ma è quasi scontato che la militarizzazione durerà un anno intero – , alcuni di loro hanno cominciato a passeggiare lungo le vie del centro. Così, per cominciare a conoscere la città. Vale la pena di ricordare che Genova qualche anno fa ha ospitato il raduno nazionale degli alpini. E che fu subito – inevitabilmente – amore profondo per le Penne Nere. Ma era il maggio del 2001. Altri tempi, altre circostanze, altro clima, altro governo. Non c´era Berlusconi, il G8 appariva lontanissimo. E così l´Emergenza Sicurezza.

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