Quaranta penne nere tra vicoli e Campasso
Secolo XIX 5/8/09
l’esercito a genova
Archiviata la polemica, domani partono le pattuglie degli alpini
CENTRO STORICO, Campasso e altre zone calde di Sampierdarena. Sono i fronti d’azione individuati ieri dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza per i quaranta soldati che il governo invierà a Genova domani, per sei mesi, con compiti di ordine pubblico, controllo del territorio e prevenzione dei reati accanto alle forze dell’ordine. I militari operativi sulle strade – tutti alpini, tra cui 3 o 4 donne – saranno trentuno, gli altri nove sono addetti alla logistica. I soldati hanno compiti di pattugliamento ma non agiranno mai in autonomia. Le pattuglie saranno sempre miste, in genere composte da tre persone: due alpini e un rappresentante delle forze di polizia. Il carabiniere, poliziotto o finanziere avrà sempre il comando indipendentemente dal grado. Le squadre interforze opereranno 24 ore su 24, tre per ogni turno di sei ore. Due saranno presenti nel centro storico, una sorveglierà giorno e notte le strade di Sampierdarena, a partire dal Campasso. Nei vicoli le due pattuglie – spiega il prefetto Annamaria Cancellieri – «svolgeranno un’azione a tenaglia: una partirà dalla zona di Principe e della Commenda di Pré, l’altra da via Turati e si incroceranno nel controllo del centro».
La polemica sull’invio dell’esercito nel capoluogo ligure da parte del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sembra – almeno in parte – archiviata. Domani mattina il sindaco, Marta Vincenzi, affiancata dall’assessore alla Sicurezza, Francesco Scidone, darà il benvenuto, a Palazzo Tursi, ai quaranta alpini del primo reggimento artiglieria da montagna di stanza a Fossano e facente parte della Brigata alpina Taurinense. Sì, saranno tutte penne nere i soldati dell’esercito impegnati sotto la Lanterna nel quadro dell’operazione Strade sicure, che ieri è stata prorogata di un anno dal governo ed estesa ad altre tredici città, tra cui Genova, con un secondo invio di 1.250 soldati.
A Genova, dove le polemiche sull’impiego dell’esercito sono state particolarmente accese e dove un rapporto riservato del Comando generale dell’Arma avrebbe indicato un contesto socio-politico sfavorevole alla presenza dei soldati, forse non a caso sono toccati gli alpini. Un corpo «molto amato dalla popolazione da cui ci aspettiamo un riscontro assolutamente positivo», sottolinea il colonnello Emmanuele Aresu, comandante del primo reggimento «attualmente – continua l’ufficiale – è impegnato a Torino, Genova e in Afganistan».
Ieri i primi soldati, con pistola d’ordinanza Beretta e sfollagente, erano già nei vicoli per una prima visione del territorio. Domani sera le pattuglie con la presenza dell’esercito entreranno ufficialmente in servizio. Ieri in prefettura si è deciso su quali “obiettivi” sensibili. Al tavolo, coordinato dal prefetto, i responsabili delle forze dell’ordine, il sindaco Marta Vincenzi e il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, che, però (come spieghiamo qui sotto) ha lasciato in anticipo la riunione senza nascondere la propria contrarietà all’iniziativa di La Russa: «Siamo veramente in un regime, qui facciamo le passerelle…».
Dunque, i “rinforzi” dell’esercito sono stati destinati alla tutela della sicurezza in centro storico e Sampierdarena. Nessun presidio fisso presso stazioni, aeroporto, porto e consolati. «Non è consentito – spiega Cancellieri – il decreto assegna i soldati con compiti specifici di pattugliamento». Il prefetto, al contrario delle altre istituzioni locali, ha sempre sostenuto l’utilità dei militari che, nel caso di Genova, avrebbero anche «un valore aggiunto importante: sono tutti uomini e donne con alta professionalità e una esperienza di oltre un anno nella gestione dell’ordine pubblico in una città delicata come Torino». «Tutto personale fortemente preparato e motivato – insiste Cancellieri – che avrà le stesse funzioni e prerogative degli agenti».
«Al toxic park di Torino – spiega Aresu – abbiamo ottenuto risultati importanti nella prevenzione di reati come lo spaccio di droga. Anche a Porta Palazzo le nostre uniformi hanno contribuito a dare sicurezza ai cittadini che possono rivolgersi a noi per qualsiasi necessità». E a Genova? «Ci aspettiamo un supporto della città, in fondo gli alpini sono amati dalla gente».
Vincenzo Galiano
galiano@ilsecoloxix.it

HOME | MAPPA DEL SITO | CONTATTI | ISCRIVITI |
TUTTI I CONTENUTI DEL SITO SONO DISTRIBUITI SOTTO LICENZA CREATIVE COMMONS | CREDITI