Ma Repetto sbatte la porta “Ormai siamo in un regime”

Repubblica 5/8/09

Il presidente della Provincia perde la pazienza: “Dal prefetto facciamo tutti passerella”
Il sindaco invece: “Sono donne e uomini che lavorano, spero serenamente: saranno un valore aggiunto per la città”
ALESSANDRO Repetto, presidente della Provincia, lascia la riunione del Comitato per l´ordine pubblico e la sicurezza con un buon quarto d´ora d´anticipo. Non è ancora l´una, e lui affretta il passo masticando amaro: «Siamo veramente in un regime», dice, frenando a stento una genuina irritazione. E quando un giornalista gli chiede che sta accadendo nell´ufficio del prefetto, gli scappa un esemplare: «Facciamo tutti passerella». La delusione di Repetto è comprensibile. Gli amministratori pubblici del capoluogo ligure si ritrovano a gestire con un contingente di militari che nessuno di loro voleva. Quaranta alpini artiglieri protagonisti di una marcia su Genova che sa tanto di propaganda. Ancora non si sa dove impiegarli o cosa sarà possibile chiedere loro, chi li comanderà e come: in qualche specifico quartiere oppure in Riviera, ai caselli autostradali o nelle stazioni ferroviarie, a caccia di ladri d´appartamento o di autisti ubriachi? Come è possibile scegliere le priorità se non si sa neppure che uso farne? E ancora: qualche ora fa si garantivano novanta uomini, adesso il numero è sceso a meno della metà. Ma vi sembra normale? Maroni e La Russa fanno presto, dal Viminale: quaranta militari et voilà, i genovesi dormiranno sonni tranquilli. Con quello sfogo breve e sincero, Repetto confessa invece lo sconcerto e l´imbarazzo di tutti.
Marta Vincenzi se ne va in perfetto orario, regalando un diplomatico sorriso. Domani pomeriggio alle cinque riceverà gli alpini nel suo ufficio. «Sono uomini e donne che lavorano, e spero che lo facciano serenamente. Per questo li rispetto. L´atteggiamento mio e di tutti i genovesi non potrà mai essere ostile, al contrario: saranno un valore aggiunto per la città». E però, da un sindaco di sinistra ci si aspettava qualche parola di critica. «Politicamente, dico che questa decisione è stata presa dal governo senza coinvolgere le città».
Il governo garantisce che l´operazione sarà a costo zero. Ma solo di indennità dovremo sborsare 34 euro giornalieri per ogni soldato, queste sono le tabelle. Potrebbero scendere a 17, se La Russa riuscirà ad equiparare il rimborso per la trasferta a quello dei poliziotti. Considerato anche che gli alpini dormiranno in caserma e mangeranno in mensa, mediamente ognuno di loro non costerà più di una trentina di euro quotidiani. Che per 40 militari, per 30 giorni al mese e per 6 mesi (almeno) fa più di duecentomila euro. Con quella cifra, cosa si potrebbero comprare alla questura di Genova? Risponde Roberto Traverso, sindacalista Silp-Cgil: «Il materiale più elementare per il pronto intervento: guanti, giubbotti. Potremmo risistemare l´autocentro, che invece deve chiudere. Organizzare corsi di aggiornamento professionale. Trovare una soluzione per il nostro poligono. Devo continuare? Con tutto il rispetto per i quaranta militari, che vengono a fare il loro lavoro, questa è solo un´operazione a livello mediatico. E il prezzo lo paghiamo noi poliziotti, svilendo ancora di più la nostra immagine».
(m.cal.)

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