«Ronde in arrivo, si parte l’8 agosto»
Manifesto 5/8/09
CACCIA APERTA
Spetterà ai sindaci decidere se istituire i «volontari per la sicurezza» oppure no. E alcuni hanno già rinunciato. Le ronde nere: «Ma noi non ci scioglieremo» Maroni pronto a firmare il decreto attuativo. Il governo vorrebbe però salvare alcune formazioni già attive
Carlo Lania
ROMA
Da adesso si può solo fare affidamento sui sindaci. Spetterà a loro e solo a loro, infatti, dare il via libera oppure stoppare sul nascere – come è auspicabile – le ronde tanto volute dal ministro degli Interni Roberto Maroni e diventate legali con l’approvazione della legge sulla sicurezza. Nella stesura dell’ultima versione del decreto attuativo che detterà le «regole di ingaggio» dei «volontari per la sicurezza», i primi cittadini hanno infatti ottenuto da Maroni l’assicurazione che le nuove formazioni potranno muoversi solo in seguito a un’ordinanza comunale che ne autorizzi l’attività. Solo dopo il via libera del comune, quindi, le prefetture potranno decidere se le associazioni che nel frattempo avranno presentato domanda sono idonee oppure no a pattugliare le strade cittadine, ma la prima mossa spetta ai sindaci. E non è detto che tutti siano d’accordo. Anzi.
Dopo gli scontri della fine di luglio tra ronde di destra e di sinistra, il sindaco di Massa Carrara Roberto Pucci ha infatti già firmato un’ordinanza che vieta espressamente le ronde in città, stabilendo per di più una multa di 500 euro per i trasgressori. A Torino invece, l’amministrazione Chiamparino anziché organizzare corsi di formazione per i futuri «volontari per la sicurezza», sta pensando di stipulare una convenzione con i City Angels facendo infuriare la destra cittadina, mentre ad Ancona sono stati Cgil, Cisl e Uil, insieme alla Rete migranti, a chiedere al sindaco Fiorello Gramillano di non autorizzare la nascita delle ronde. Una scelta che potrebbe non riguardare solo le amministrazioni di centrosinistra, visto che anche il sindaco di Roma sarebbe contrario: «Non sono per le ronde, non vogliamo fare ronde, non ci piacciono», ha detto infatti Alemanno.
Il paradosso adesso è che potrebbero essere proprio i sindaci a rendere vani tutti gli sforzi fatti nei mesi scorsi dal Viminale e dalla Lega per legalizzare le ronde. Ieri, in un’intervista alla Padania, Maroni si è comunque mostrato sicuro. «Siamo pronti. In settimana firmo il decreto che stabilisce le regole per l’attuazione delle cosiddette ronde e dall’8 agosto si parte», ha detto il ministro degli Interni.
Ma il governo starebbe anche preparando una sanatoria se non per tutte, almeno per una parte delle tante ronde fai-da-te nate in questi mesi di far west notturno. Nel decreto attuativo a cui il Viminale sta lavorando, c’è infatti una norma che consente alle formazioni già esistenti di continuare a svolgere la propria attività per almeno altri sei mesi se i sindaci dei comuni in cui operano lo riterranno opportuno.
Nonostante le rassicurazione di Maroni, che nell’incontro avuto con i sindaci durante la conferenza Stato-Città di giovedì scorso ha perfino parlato della possibilità di denunciare le formazioni che non accetteranno di sciogliersi, ecco che in realtà alla fine si cercherebbe di tutelare qualche formazione considerata magari più vicina, nonostante il decreto vieti esplicitamente l’appartenenza a organizzazioni politiche. Un’ipotesi di fronte alla quale il sindaco di Lodi Lorenzo Guerrini ha voluto mettere le mani avanti: «Dal 9 agosto tutte le situazioni esistenti in assenza dei requisiti diventeranno sanzionabili – ha detto Guerrini – Mi aspetto che anche le ronde padane diventeranno illegittime, perché se così non fosse verrebbe tradito il principio stesso contenuto nel decreto».
In attesa di vedere cosa accadrà, inevitabilmente le ronde continuano a suscitare polemiche. Anche ieri l’opposizione è tornata a chiedere al governo di fare un passo indietro e di rinunciare all’istituzione delle nuove formazioni. «Dalle prime anticipazioni si vede già che saranno un ulteriore elemento di insicurezza e non di garanzia di legalità», ha detto ieri Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera. Il riferimento è non solo ai fatti di Massa, ma anche alla decisione della provincia di Venezia di inviare la polizia provinciale a pattugliare le spiagge contro gli ambulanti immigrati. Comportamenti ai quali potrebbero ben presto allinearsi le ronde. «Viene confermato il carattere anacronistico di questa istituzione – ha proseguito Ferranti – che servirà solo a dare un contentino alla Lega e non avrà efficacia sulla sicurezza, anzi sarà un ulteriore elemento che andrà a gravare sul lavoro delle forze dell’ordine».
Freddo, nei confronti dei volontari per la sicurezza, anche Ignazio La Russa, che in passato proprio sul tema sicurezza si è scontrato più volte con Maroni. Le ronde? «Male non fanno. non sono risolutive ma aiutano», ha detto infatti il ministro della Difesa, per il quale se saranno ben gestite e se i loro compiti saranno di aiuto al lavoro delle forze dell’ordine, anche le ronde potranno «contribuire a una maggiore sicurezza».

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