Soldati dimezzati a Genova: ne arrivano 40

Secolo XIX 04/08/2009
la proroga dell’impiego di militari al fianco dei poliziotti
Accordo tra ministeri per l’operazione Strade sicure: il contingente aumenta a 4.250 uomini, ma è tagliato nel capoluogo ligure

ROMA. Alla fine l’accordo è stato trovato: l’operazione Strade sicure – che prevede l’impiego dei militari al fianco delle forze di polizia per la sicurezza nelle città – viene prorogata di un anno a partire da oggi e il contingente delle Forze armate aumenta dagli attuali 3.000 uomini a 4.250. Ma – come ammette Ignazio La Russa – «in alcune delle nuove città destinate ad accogliere i militari, si è deciso con Maroni di partire in maniera soft». Ovvero con un numero di soldati ridotto rispetto alla proposta iniziale del ministro della Difesa. A Genova il contingente è stato più che dimezzato: da 90 a 40 uomini. «Si parte così per verificare l’impatto, ma la presenza dei soldati può essere aumentata gradualmente nei prossimi mesi», sottolinea La Russa.
Il decreto di proroga è stato firmato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a poche ore dalla scadenza, ma stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi non era affatto scontato che ci fosse il necessario «concerto» del ministro della Difesa. La «divergenza di opinioni» tra i due ministri, che ha messo a rischio il proseguimento dell’operazione, avrebbe riguardato l’impiego dei 1.250 soldati destinati ad aggiungersi ai 3.000 che già ora presidiano siti fissi (2.000) e pattugliano le strade (1.000). La Russa avrebbe voluto impiegarli in gran parte nelle pattuglie miste con poliziotti e carabinieri; Maroni, invece, nella vigilanza di obiettivi sensibili. Alla fine è stato raggiunta una soluzione di compromesso, con la decisione di destinare ai pattugliamenti circa 500 soldati in più.
«Ringrazio il ministro Maroni per avere concordato sulla mia proposta di intensificare anche per i prossimi due semestri il concorso dei militari nel controllo del territorio», dice La Russa, mettendo l’accento sulla primogenitura dell’iniziativa e spiegando che i 1.250 soldati supplementari (un incremento ottenuto «senza aumenti di risorse») «andranno anch’essi a collaborare con carabinieri e polizia nei quartieri più a rischio, nel controllo dei siti sensibili (ambasciate, aeroporti, stazioni) e nella vigilanza dei Cie (centri di identificazione ed espulsione dei clandestini)». In particolare, è sempre il ministro della Difesa a parlare, «i militari saranno ora presenti in servizio di pattugliamento e perlustrazione con 1.467 unità in ben 19 province (erano 11 fino ad oggi). Affiancheranno inoltre le Forze dell’ordine con 1.513 uomini nel controllo dei siti sensibili in 11 province ed espleteranno con 1.270 unità servizio di sorveglianza e sicurezza in 30 centri Cie o di altra natura in 16 province». Una nota del Viminale sottolinea che «la presenza dei militari viene confermata nelle province di Bari, Caserta, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona e viene estesa a quelle di Bergamo, Bologna, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Piacenza, Pordenone, Prato, Rimini, Treviso, Vercelli e Venezia».
Sia La Russa sia Maroni, però, sottolineano il «successo» registrato finora dall’operazione Strade sicure: «Come testimonia il vistoso calo dei reati registrato nel 2008», dice il responsabile del Viminale.

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