Un monolocale blocca il permesso di soggiorno

Secolo XIX 03/08/2009
(stra)ordinaria burocrazia
Aspetta da nove mesi
il rinnovo del documento. Motivo: abita due piani sopra la sorella che ha dichiarato di ospitarla

NOVE MESI di attesa per il rinnovo del permesso di soggiorno, Nonostante abiti in italia da ben nove anni. Il motivo di tanta attesa? Il permesso è legato a motivi familiari ma, invece di vivere nello stesso appartamento con il parente che da nove anni garantisce per lei, si è trasferita in un monolocale a tre piani di distanza. La vittima di questa vicenda di “straordinaria” burocrazia è Nadia (il nome è di fantasia come richiesto dall’interessata, ndr), brasiliana di 35 anni che vive e lavora a Genova.
La sua storia di Nadia inizia nel marzo del 2008, quando chiede il rinnovo del permesso di soggiorno. «Ho portato tutti i documenti – spiega – ma, fino a novembre, non si è fatto vivo nessuno. Sono venuta a Genova per aiutare mia sorella, che ha avuto dei problemi di salute e che, tra l’altro, è cittadina italiana». Per un po’ ha vissuto con quest’ultima, poi ha dovuto trovare una sistemazione propria: «L’appartamentino dove sta mia sorella è troppo piccolo – dice – ci vive con suo marito e i figli. Così ho trovato un monolocale: è nello stesso palazzo dove vivono i miei. Loro al piano terra, io al terzo».
A novembre del 2008, qualcosa sembra muoversi: «Due incaricati della questura sono venuti a casa mia – racconta Nadia – e mi hanno chiesto di portare una lettera di mia sorella in cui si spiegava perché io non abitassi più con lei. E così ho fatto». Lettera che nei giorni scorsi la questura ha confermato di possedere. «All’epoca mi avevano detto di stare tranquilla, assicurandomi che a metà febbraio 2009 avrei avuto il mio permesso. Fino a oggi però non ne ho saputo nulla., E ora devo partire per un breve soggiorno in Brasile, dai miei. E il permesso di soggiorno mi è indispensabile per potere rientrare in Italia».
In questura, la pratica di Nadia risulta essere “sospesa”. Né respinta, né approvata. «Si tratta di un permesso di soggiorno per motivi familiari – spiegano dagli uffici di via Diaz – e a legge pretende che chi ne fa domanda abiti con quel parente». Perché nessuno le ha fatto sapere nulla? «Perché si sta ancora decidendo cosa fare, vista la vicinanza della nuova residenza». Come dire, la pratica si è impantanata nelle sabbie mobili della burocrazia.

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