Sei straniero? Non ti assumo per regio decreto
Repubblica 3/8/09
Da 18 anni in Italia, con i documenti in regola. Ma niente posto da autista del bus
DOMENICA CANCHANO
Il sogno poter guidare un autobus di linea, Mohamed Rajagui, 41 anni di origine marocchina, residente da 18 anni a Sarzana, lo coltiva invano da quattro anni. Mohamed risiede da 18 anni a Sarzana e da alcuni anni guida gli autobus per una ditta di Arcola, alla Spezia, che effettua il servizio per conto dell´Atc, società di trasporto pubblico nello spezzino, in regime di appalto. Ma la sua domanda di assunzione ad Atc, avanzata nel maggio 2006, è stata respinta. La ragione della bocciatura è ancora una volta contenuta nel Regio decreto dell´8 giugno 1931, numero 148, titolo II, articolo 10: «Per l´ammissione al servizio in prova è necessario essere cittadino italiano o di altre regioni italiane quando anche il richiedente manchi della naturalità». E Mohamed aspetta la concessione della cittadinanza da quattro anni. «Faccio il camionista e giro l´Italia da molti anni. – racconta Mohamed – Non capisco perché, avendo la patente italiana e vivendo in questo paese con tutti i documenti regolari, non posso lavorare come tutti gli altri italiani”. Ma la speranza che le cose cambino c´è, anche perché un altro autista marocchino, Mohamed Hailoua, un diciottenne che vive da anni in Italia, questa battaglia l´ha vinta. Nei mesi scorsi Mohamed aveva presentato reclamo contro l´ordinanza del Tribunale del Lavoro di Milano, che aveva respinto un suo primo ricorso adducendo la questione della cittadinanza per l´assunzione all´Atm come autista. Ma nei giorni scorsi il tribunale di Milano ha stabilito che pretendere la cittadinanza, ai fini dell´assunzione, «verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento in senso diseguale e più svantaggioso per il non cittadino». Così i giudici hanno ordinato all´Atm di “rimuovere la richiesta di cittadinanza italiana o europea tra i requisiti per l´assunzione”. “Quando alla radio ho sentito la notizia – racconta Mohamed – ho festeggiato come se quel ricorso lo avessi vinto io. Spero che il regio decreto sia abrogato anche qui, che senso avrebbe mantenerlo, se c´è carenza di autisti e tutti vogliamo la parità dei diritti?”. Anche l´avvocato di Mohamed, Francesca Angelicchio, è ottimista: “La causa può essere ripresa: dobbiamo studiare bene come muoverci, magari con i colleghi di Milano”.

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