Il cittadino si ribellaboom delle cause ai Comuni

Secolo 3/8/09
disservizi e carte bollate
Genova ne ha 6.000 pendenti, 700 all’anno solo per i buchi nelle stradeAlla Spezia mille richieste danni in 24 mesi. Savona, “liti” in crescita
eugenio agosti
Genova. C’è chi fa causa per una caduta causata dal marciapiede divelto, chi per la revoca della casa popolare, chi per il permesso concesso al vicino di casa per costruire un qualcosa «che mi toglie la vista», o, al contrario, perchè il permesso non viene accordato. Poi c’è il filone di quelli che si rivolgono al legale di fiducia per la contravvenzione considerata ingiusta. Dal Ponente al Levante ligure le avvocature dei Comuni sono perennemente in trincea, alle prese con un mare di carte bollate che lambisce gli uffici dei giudici amministrativi e civili.
Contenziosi che possono concludersi in pochi mesi allorché si riesce ad approdare alla transazione, oppure trascinarsi per anni. Tanto per dire: il Comune di Genova, attualmente, ha qualcosa come seimila procedimenti pendenti, quello della Spezia deve fronteggiare mille richieste di danni presentate solo che negli ultimi due anni e pure Savona, nel suo piccolo, non scherza, visto che nel primo semestre del 2009 i contenziosi hanno subito un’impennata rispetto al 2008.
Elisabetta Corda, assessore alle Manutenzioni e alle relazioni con i municipi del Comune di Genova, alla quale fanno capo i sinistri imputabili per l’appunto alla manutenzione delle strade, di fronte a dati che parlano di 772 contenziosi nel 2007 diventati 752 nel 2008 e (per ora) scesi a 211 nel primo semestre del 2009, spiega che «a volte arrivano richieste danni da persone inciampate in un tombino della Telecom, e allora si impone una prima scrematura», poi ammette che sul fronte del pronto intervento «va migliorato il coordinamento con tutti i soggetti che fanno buchi in terra e occorrerebbero più controlli nel momento dei ripristini degli scavi, qualche volta usiamo Facebook». I mezzi, si sa, sono quelli che sono, ma qualche risultato si comincia a notare. Con l’istituzione dell’ufficio per i rapporti con i grandi utenti, per esempio, gli interventi programmati nelle varie delegazioni vengono monitorati «per evitare l’apertura di più cantieri nella stessa strada», spiega ancora Corda a proposito dell’annoso problema del capoluogo ligure. Che ha stipulato per il suo assessorato una polizza di un importo annuo di 946.400 euro, il 30% a carico di Aster (l’azienda per le manutenzioni sul territorio), il 70% a spese della civica amministrazione.
Le richieste per danni fioccano anche alla Spezia, quelle oltre i 2.000 euro passano direttamente all’assicurazione. «Cerchiamo di evitare le cause quando la ragione del cittadino è palese», dice Paola Michelini, assessore agli Affari Legali che sovrintende una struttura con sette avvocati, «quattro per i contenziosi gli altri a disposizione degli uffici». Anche alla Spezia il Comune in tribunale ci finisce per i motivi più variegati: negli ultimi due anni, per esempio, in 25 casi per espropri effettuati. E se si sono ridotte le cause davanti al Tar, dalle 34 del 2007 alle 23 nel 2008, un vero e proprio boom si verifica sul versante, e qui si parla di giudici di pace, dei ricorsi contro le multe nel senso di codice della strada: erano 180 nel 2001, sono schizzati a 460 nel 2008. Su questo versante, si litiga per i motivi più disparati: dal divieto di sosta alla guida con telefonino fino al passaggio con il semaforo rosso, e le motivazioni dei ricorrenti tendono ovviamente a dimostrare che la segnaletica non era chiara, che la telefonata era per motivi urgenti di famiglia e che il rosso era stato “bruciato” per raggiungere un parente colto da malore. Il tutto per non perdere punti sulla patente, soprattutto da parte di chi con l’auto ci lavora.
Michelini, dal canto suo, ci tiene a sottolineare che «il Comune tutela i cittadini, quando si parla di contenziosi in ballo c’è denaro pubblico, non aggrediamo i contribuenti, al contrario difendiamo i diritti della collettività».
Particolare la situazione a Savona, dove mediamente ogni anno il Comune si trova a dover fronteggiare un’ottantina di cause, è il caso del 2008 (81), ma la litigiosità pare in aumento, visto che nei primi sei mesi del 2009 si è già arrivati a quota 56. Particolare perchè i contenziosi sono soprattutto di natura urbanistica e di lavoro. Come conferma il sindaco, Federico Berruti: «Le cause di fronte al giudice ordinario sono circa due terzi del totale, e tra esse le più frequenti sono quelle in materia di lavoro. Il restante terzo si svolge invece di fronte al giudice amministrativo, e riguarda prevalentemente la materia urbanistica e in base a questi dati credo di poter valutare che il nostro Comune ha una dimensione e una composizione del contenzioso abbastanza in linea con la media».
Berruti un obiettivo se l’è posto: «Credo che ci dobbiamo impegnare per prevenire il contenzioso sia sul fronte ordinario, mirando ad una gestione del personale che, pur nel rigore necessario, diminuisca la litigiosità, sia sul fronte amministrativo, compiendo atti in materia urbanistica che risultino così chiari ed ineccepibili da disincentivare il ricorso al Tar. Non si tratta di obiettivi semplici, ma l’indirizzo che ho rivolto sia agli assessori che ai dirigenti è questo».
Tornando a Genova, alle cause relative al capitolo strade e marciapiedi, se ne devono aggiungere altre cinque o seicento di altra natura. «Riguardano per esempio contrattualistica, appalti, mercato, personale e concorsi», chiarisce l’avvocato Edda Odone, direttore dell’Avvocatura, «ma anche, nel caso di esercizi commerciali, per chiusure o limitazione degli orari». E ogni tanto capita che sia l’istituzione a dover intervenire. Come nel caso di quel signore che aveva trasformato un baraccone per gli attrezzi sul greto di un torrente in una specie di villetta. «Era anche molto carina», racconta Odone, «ma in un contesto a rischio, e tra i nostri doveri c’è anche quello di salvaguardare l’incolumità pubblica». Risultato, ruspe all’opera e addio villetta.
agosti@ilsecoloxix.it

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