Sansa: «non c’è alcuna discriminazione verso le straniere»
Sansa: «non c’è alcuna discriminazione verso le straniere»
«A ME non dispiace assolutamente che ci sia un’ispezione. Se c’è qualcosa che non va, lo veniamo a sapere anche noi, perché potremmo non averlo colto. Se invece le cose vanno come devono, è una conferma che ci rende tranquilli». Adriano Sansa (foto), presidente del tribunale dei minorenni, in viaggio verso Genova, parla da una piazzola di sosta dell’autostada a Mestre, dopo un periodo di vacanza in montagna. La notizia dell’arrivo degli ispettori del ministro Alfano nei suoi uffici e in quelli del tribunale civile, invocati da un’associazione di madri ecuadoriane che si ritengono discriminate a vantaggio degli ex mariti italiani, nell’affidamento dei figli in caso di separazione, lo ha raggiunto. Ma lo lascia «assolutamente tranquillo». «Discriminazioni nei confronti delle donne straniere? È una cosa assurda e assolutamente non vera. – spiega, con pacatezza – Noi cerchiamo sempre la soluzione migliore tra quelle stabilite dalla legge nell’interesse unico del bambino. Non ci interessa se i genitori siano italiani stranieri, turchi, piemontesi o napoletani. Se qualcuno dice che esiste una tendenza a privilegiare i padri italiani rispetto alle madri straniere, allora l’ispezione del ministero è doppiamente ben venuta perché potrà appurare e dire formalmente che non esiste tale fenomeno e che ipotizzarlo è quantomeno grottesco. Avere delle predilezioni sarebbe da pazzi quando il lavoro del giudice è decidere in base alla legge».
Prosegue Sansa: «Il nostro lavoro è quello di qualsiasi giudice, cioè valutare criticamente tutti i documenti e le testimonianze a disposizione e prendere decisioni nel solo interesse dei minori. Nel corso delle nostre istruttorie vengono sentite tutte le parti, anche i servizi sociali che hanno il contatto diretto con il territorio». Una delle critiche mosse dall’associazione “Vela Latina” e dalle madri che hanno chiesto e ottenuto l’ispezione del ministero riguarda proprio il rapporto tra i giudici e gli assistenti sociali: «Quando si dice che i giudici si appiattiscono sui pareri degli assistenti sociali si solleva una vecchissima questione. Si tratta di un argomento proposto di solito da chi non gradisce le decisioni adottate. Noi abbiamo l’obbligo di fare delle istruttorie e per conoscere le situazioni ambientali ci rivolgiamo ai servizi sociali che raccolgono notizie sul posto, andando a visitare le persone. Tutte queste notizie vengono poi valutate dal giudice criticamente. Nella storia della giustizia minorile ci sono stati dei periodi in cui alcuni tribunali si sono appiattiti, come dice lei, sulle relazioni di servizio o sulle consulenze dei periti: può essere successo e può succedere. C’è un libro molto interessante su questo argomento di una scrittrice siciliana, Simonetta Agnello Hornby, che ha fatto l’avvocato e il giudice minorile a Londra. Io sono convinto, però, che quel fenomeno da noi non si verifichi».
G. Cet.

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