Picchiarono clandestino condannati due carabinieri

Picchiarono clandestino condannati due carabinieri
31 luglio 2009, Il Secolo XIX, Si. Fo.

Alessandria. Si è concluso con la condanna il processo ai due carabinieri accusati, in concorso, di avere portato in periferia un clandestino tunisino e di averlo picchiato. Il giudice unico Stefano Moltrasio ha inflitto un anno e quattro mesi all’appuntato Romano Domenighini e sette mesi al brigadiere Maurizio Genovesi. Rispondevano di concorso in sequestro di persona, lesioni, violenza privata aggravata e falso nel foglio di servizio.

Al primo erano anche contestato porto e detenzione di munizioni da guerra, coltello e manganello trovati nell’armadietto personale in caserma. Dall’accusa di furto del portafoglio del cittadino extracomunitario è stato assolto. Per entrambi la pena è sospesa. Il pm aveva chiesto un anno, 9 mesi e 15 giorni per l’appuntato, dieci mesi per il brigadiere; i difensori Elisabetta Angeleri, Aldo Mirate e Fabrizio Amatelli l’assoluzione.

La vicenda risale al 19 novembre 2006, quando i due carabinieri in servizio al Radiomobile furono chiamati da alcuni abitanti dell’ex distretto di piazza Santo Stefano. Gli inquilini da qualche tempo facevano ronde notturne, esasperati dalla situazione di degrado e sporcizia dello scantinato dove bivaccavano senza tetto e tossicodipendenti.

Le cantine erano state aperte, trasformate in depositi di rottami, immondizia varia, siringhe o improvvisati luoghi di riparo.

Quella notte i condomini avevano scoperto l’ennesimo intruso e chiamato il 112. Erano arrivati polizia municipale e carabinieri, il tunisino era stato trovato sulle scale. La pattuglia l’aveva fatto salire sull’auto di servizio e, invece di andare verso la caserma, si era diretta nella zona del depuratore, al quartiere Orti. Qui, secondo la denuncia presentata qualche giorno dopo dall’extracomunitario, l’appuntato lo aveva colpito alla spalla sinistra con un manganello ed esploso un paio di colpi di pistola in aria. Il tunisino, fermato successivamente per un controllo, aveva raccontato l’accaduto. Accompagnato in ospedale gli era stato riscontrato un’ecchimosi dichiarata guaribile in 4 giorni. Domenighini ha sempre negato di avere picchiato lo straniero che, ha detto nell’arringa l’avvocato Angeleri «ha ingigantito l’episodio perché, quando fu fermato per un controllo, temeva di essere allontanato da Alessandria».

Il legale ha compiuto un’approfondita disamina dei capi d’imputazione, sostenendo la mancanza di riscontri alle dichiarazioni del tunisino. Con i colleghi Mirate e Amatelli ha preannunciato appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza.

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