La Russa: “Avanti con l´esercito, dalla Vincenzi nessuna ostilità”
Il ministro porta il piano al comitato per la sicurezza
I soldati a Genova
Il titolare della Difesa: “In questa vicenda non mi interessa il metodo, ma la sostanza”
Repubblica, 31/7/09 AVA ZUNINO
«Vado avanti e porto la mia proposta dei militari a Genova al comitato nazionale per la sicurezza presieduto dal ministro Maroni»: il ministro della Difesa Ignazio la Russa stamane chiederà l´invio di un contingente di un centinaio di militari per supportare le forze dell´ordine a Genova. Ieri pomeriggio, dopo aver letto sui giornali i commenti del sindaco Marta Vincenzi cui aveva chiesto di esprimersi: «in maniera chiara, senza ambiguità». La Russa ha deciso. «Considero importante che il sindaco Vincenzi non abbia espresso un´opinione che trasuda ostilità nei confronti dei militari, a differenza di quanto era invece accaduto l´anno scorso. Ne sono lieto e questo mi basta per andare avanti». Il sindaco però è stato chiaro. Vincenzi, e come si legge nell´articolo in fondo a questa pagina, anche il presidente della Provincia Alessandro Repetto hanno stigmatizzato l´appello fatto dal Ministro attraverso i giornali. Hanno detto: se si deve parlarne facciamolo in una sede istituzionale.
Il ministro spiega che «in questo tipo di intervento da parte delle forze dell´ordine o dei militari non è prevista una comunicazione al sindaco. Se, come credo, la mia proposta verrà accettata mi metterò in contatto col sindaco. Non mi interessa il metodo, ma la sostanza». La Russa già mercoledì aveva spiegato la sua intenzione di rispondere alle sollecitazioni di cittadini ed associazioni genovesi e inviare un contingente di militari che possa: «aiutare Carabinieri e Polizia consentendo loro di liberare forze per l´attività di intelligence». L´appello al sindaco e al presidente della Provincia era teso a un pronunciamento (“si” o “no”) su questa ipotesi. «Lo chiedo – ha spiegato La Russa – perché non voglio proporre qualcosa che susciti ostilità nei confronti di questi militari: sono ragazzi che affrontano un sacrificio e invece di vedere riconosciuto un atto di vicinanza, si trovano in una situazione in cui il provvedimento viene letto come un atto contro». Se stamane arriverà il benestare del comitato nazionale, a Genova potranno arrivare i militari che alloggeranno nelle caserme: «non ci saranno problemi – dice il ministro – perché mi risulta che a Genova ci siano spazi». Ma se il sindaco Vincenzi ha detto: «sono pronta a rinunciare ad alcune mie pregiudiziali se mi dimostrano che dove i militari sono stati impiegati davvero i risultati si sono visti», la sinistra radicale non è dello stesso avviso. Antonio Bruno, capogruppo in Comune di Genova di Rifondazione-Sinistra europea, spara a zero. Dice: «Invece di militari la nostra città ha bisogno di assistenti sociali, finanzieri, lotta alla criminalità organizzata e risanamento ambientale. Considero la proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa, di far arrivare in città un gruppo di soldati, provocatoria e demagogica. La Genova democratica non può che dimostrare ostilità verso una misura che vuole affrontare in modo demagogico il disagio e l´insicurezza civile causata da una profonda crisi economica di cui il governo di La Russa è per la sua parte responsabile».
«Di fronte a una microcriminalità che diminuisce, come si indicano i dati della Prefettura di Genova, e alla povertà che aumenta – conclude Bruno – il governo invii 100 assistenti sociali e lasci a casa i militari». E stamane i gruppi consiliari di Rifondazione in Comune, Provincia e Regione faranno una conferenza stampa il cui tenore è già chiaro dal titolo: «per i diritti, contro i militari di La Russa in città».
Anche il sindaco Vincenzi l´altra sera aveva ironizzato, parlando della demagogia dell´invio dei militari. «Piuttosto – ha detto il sindaco – bisognerebbe cercare di finanziare le forze dell´ordine; vorrei che qualcuno pagasse le bollette dell´Enel delle telecamere per la sicurezza messe nelle strade cittadine; vorrei che fossero assegnate più risorse alle forze di Polizia per avere più pattuglie sul territorio».

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