Crivello: «no comment, tema delicatissimo voglio approfondirlo»

Crivello: «no comment, tema delicatissimo voglio approfondirlo»

«NON FACCIO dichiarazioni su questo argomento». Gianni Crivello, presidente del municipio V Valpolcevera, è stato contatto dal Secolo XIX ma ha preferito non commentare l’accaduto: «È un tema delicatissimo – ha detto – Mi riservo di fare ulteriori approfondimenti».
Proprio alla conoscenza dettagliata del caso mira l’indagine epidemiologica ordinata dal Comune sui lavoratori del distretto sociale di via Borsieri. Come in ogni indagine di questo tipo, il punto di partenza saranno i dati statistici: «Un’indagine epidemiologica permette di capire se in una determinata popolazione, in questo caso un gruppo di lavoratori, una malattia ha un’incidenza maggiore rispetto a quella che avrebbe in una popolazione di riferimento simile per età e per condizioni socio economiche». A parlare è Federico Valerio, responsabile del servizio chimica ambientale all’Ist Genova. Il paragone, come sottolinea Valerio, va fatto scegliendo come termine di raffronto una popolazione simile per certe caratteristiche a quella presa in esame. In altre parole, dice ancora Valerio, «bisogna verificare se il numero di patologie riscontrate in quell’ambiente è superiore a quello che si riscontra in un’analoga popolazione della stessa età e dell’identico status socioeconomico». Davanti a una correlazione significativa (e cioè, a un numero di casi significativamente superiore a quello della popolazione di riferimento) si deve poi avviare uno studio per capire quali possano essere le cause che hanno portato a una maggiore incidenza delle malattie.
«Se lo studio evidenzia un’incidenza anomala di questi casi nella popolazione studiata, bisogna capire se ci sia una causa di tipo ambientale – dice ancora Valerio – Ad esempio: i campi elettromagnetici sono una possibile motivazione da indagare. Ma ci sono altre variabili che potrebbero essere considerate: in base anche al tipo di malattie riscontrate».
«Farei senz’altro un tipo d’indagine di tipo ambientale, per verificare se ci siano anomalie – dice ancora Valerio – A volte la causa può annidarsi all’interno dell’ambiente ristretto di lavoro: anche, magari, in un singolo ufficio». Per questo è anche importante studiare il tipo di tumore che ha colpito i cinque lavoratori: come si è manifestato, che tipo di sviluppo sta seguendo. «Una serie di tumori ha un’origine esterna, di tipo ambientale – aggiunge il responsabile del servizio chimica ambientale dell’Ist – Ci sono, ad esempio, i mesoteliomi causati dalla presenza dell’amianto. Ma è anche vero che alcune sostanze hanno effetto su tutti gli organi». Pertanto, anche conoscendo nei dettagli una cartella clinica non è così semplice risalire a una causa scatenante. «L’indagine, quindi, dev’essere duplice: clinica ed esplicativa dell’ambiente di lavoro».
I tempi non dovrebbero essere lunghi, vista l’ampia disponibilità dei dati sugli ammalati di tumore a Genova e in Liguria. Potrebbe, però, non essere semplice il paragone con una classe di riferimento: «I casi da studiare non sono moltissimi – conclude Valerio – Questo può creare qualche problema nel capire se e di cosa siano rivelatori».
l’esperto dell’ist«Indagine duplice: clinica
ed esplicativa dell’ambiente
di lavoro»

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