Polemica sui decreti anticrisi Berlusconi: un piano per il Sud
Repubblica 30/7/09
Il dl al Senato, verso la fiducia. Vertice di ministri con il premier
Il premier: “Ho questo male che mi affligge, andrò 9 giorni da quelli che fanno dimagrire”
FRANCESCO BEI
ROMA – I parlamentari della maggioranza hanno già la testa sotto l´ombrellone (ieri alla Camera, sul Dpef, sono mancati 90 voti tra Pdl e Lega) e così, per non rischiare, il governo sarà costretto a mettere la fiducia anche al Senato sul cosiddetto decreto “anticrisi”. Ma la fretta di approvarlo prima che suoni la campanella delle vacanze costringe palazzo Chigi a una doppia acrobazia, dovendo inserire le modifiche – imprescindibili, sia per ottenere l´ok di Napolitano, sia per tacitare i malumori interni al Pdl – in un altro decreto legge anziché attraverso la regolare procedura emendativa.
«Un pasticcio indecente e inaccettabile», secondo la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che sottolinea come il governo sia costretto a varare un secondo decreto «altrimenti i deputati della maggioranza non potranno andare in ferie nei prossimi giorni». E alle ferie pensa anche Berlusconi, che ieri sera, incontrando i senatori Pdl, ha annunciato che andrà in un centro benessere a farsi curare il torcicollo: «Ho questo male che mi affligge da tempo, andrò 9 giorni da quelli che fanno dimagrire».
Sul piede di guerra ci sono anche le regioni, che minacciano ricorsi a pioggia alla Corte costituzionale perché il decreto, dicono, intacca le loro competenze esclusive. «Il clima che viviamo – preannuncia Vasco Errani, il presidente della conferenza delle regioni – non può che portare a questo».
Ma ieri è stata anche la giornata dell´atteso vertice ministeriale a palazzo Grazioli sulla questione del piano per il Sud. Tutto rinviato a data da destinarsi: gli unici a vedere i “piccioli” in concreto saranno i siciliani, che hanno fatto la voce grossa con Berlusconi e Tremonti. Così, durante la riunione a casa di Berlusconi, viene stabilito che il Cipe di domani servirà a sbloccare circa 4 miliardi di risorse già stanziate a favore della Sicilia. Ovviamente la cosa non ha fatto piacere a Raffaele Fitto, che nel vertice ha chiesto interventi per tutto il Mezzogiorno e non solo per l´isola di Micciché e Lombardo. Anche Angelino Alfano, benché siciliano, ha fatto notare come la regione disponga di diversi miliardi di finanziamenti mai utilizzati. «Prima – ha detto il Guardasigilli – dimostrino di spendere bene quello che hanno già avuto». Ma al Cavaliere premeva chiudere la grana Micciché («i suoi attacchi sono diventati intollerabili», si è sfogato durante il summit) e quei 4 miliardi del Cipe gli sono sembrati il prezzo giusto per non rischiare una scissione nei gruppi parlamentari e la nascita del partito del Sud.
Per le altre regioni meridionali è stato invece tutto rimandato a dopo l´estate. «Si tratta di un “work in progress” – ha affermato il premier – per la preparazione di un piano Berlusconi per il Sud che annunceremo nel prossimo Consiglio dei ministri e che poi presenteremo in tutte le sue particolarità al ritorno dal periodo feriale». Insomma, al consiglio dei ministri di domani, spiegano da palazzo Chigi, dovrebbero essere annunciate al più le linee guida del Piano, in attesa di capire quali opere finanziarie e, soprattutto, con quali soldi. In ogni caso, durante il vertice, Berlusconi ha difeso il ministro dell´Economia dagli attacchi concentrici che gli venivano portati dai colleghi. Altre volte, anche di recente, ha dovuto ricordare a Tremonti che «il premier sono io», ma ieri in pubblico lo ha difeso: «Non è quel mostro che dice di no a tutto. Anche a lui piacerebbe dire di sì, ma ha un compito difficile: è la realtà dei conti che si impone».

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