Maroni, avanti tutta sulle ronde “A Massa solo violenza politica”

Repubblica 30/7/09

Dopo il centro toscano, da Piacenza un nuovo no ai pattugliamenti: inutili e costosi

E sugli immigrati: un altro utilizzo per il Centro di Lampedusa

“Sagge parole di Napolitano, decreto attuativo di rigorosa aderenza alla legge”
Il ministro alla Camera: andiamo avanti, sono regole per un fenomeno che già esiste
VLADIMIRO POLCHI
ROMA – In arrivo ronde “doc” contro i volontari fai da te. Nessuna marcia indietro: tra dieci giorni scenderanno in strada le ronde ufficiali, col bollino del sindaco e prefetto. E gli scontri di Massa? Tutta un´altra cosa: «Vera propria violenza politica stile anni ‘70». Il ministro dell´Interno, Roberto Maroni, blinda la misura contenuta nella legge sulla sicurezza; mentre l´opposizione torna a chiedere di fermare le “ronde di Stato”.
Il responsabile del Viminale è intervenuto ieri al question time della Camera: il fenomeno delle «associazioni di volontariato che si occupano di sicurezza – sostiene il ministro – è largamente diffuso in Comuni di tutti i colori politici». Per questo, «il governo ha avvertito l´esigenza di regolamentarlo, per evitare il fai da te ed episodi come quelli di Massa, dove prefetto e sindaco non sono potuti intervenire preventivamente in assenza di una normativa». Gli scontri di Massa, infatti, non avrebbero «nulla a che fare con le ronde, si tratta di un episodio di intolleranza, anzi di vera propria violenza politica stile anni ‘70». Maroni dà anche una sua interpretazione alla lettera scritta dal presidente della Repubblica in merito alla legge sulla sicurezza: «Tengo conto delle sagge parole di Giorgio Napolitano, che non stigmatizza l´introduzione delle ronde, ma chiede solo l´urgente definizione del decreto attuativo in termini di rigorosa aderenza ai limiti fissati dalla legge. E´ assolutamente quello che faremo il giorno dell´entrata in vigore della legge sulla sicurezza e cioè l´8 agosto». Il regolamento contiene «limiti molto severi: in primo luogo la sottoposizione di questa attività alla decisione del sindaco: lui valuta se serve o no». Non solo. Il regolamento sulle ronde prevede che si potrà agire al massimo in tre, non armati e a piedi, con ricetrasmittenti omologate, in divisa gialla fluorescente, si dovrà avere non meno di 25 anni, nessuna denuncia o condanna, nessuna dipendenza da alcol o droga. Non si potrà far parte di associazioni, movimenti o gruppi organizzati.
Maroni è intervenuto anche sul fronte immigrazione, per dire che «a fine anno prenderemo una decisione sui centri per immigrati di Lampedusa. Le cose stanno andando benissimo sul fronte sbarchi, l´accordo con la Libia funziona bene e se le cose continuano ad andare così per tutta l´estate, potremmo pensare a una diversa destinazione delle strutture». Ma proprio ieri altri due barconi di disperati sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia. Per il primo è scattato il respingimento in mare, il secondo è riuscito invece a raggiungere la costa di Lampedusa.
Sulle ronde il sindaco di Massa, Roberto Pucci (Pd), che sta scrivendo un´ordinanza di divieto, avverte: «Il ministro è stato chiaro sul fatto che le ronde si faranno solo se il sindaco sarà d´accordo. E io non sono d´accordo». Contrario anche il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi (Pd): «Sono iniziative onerose e di fatto inapplicabili, che non rispondono ai reali problemi dei cittadini».
Non è soddisfatto delle parole di Maroni il responsabile sicurezza del Pd, Marco Minniti: «E´ grave che abbia parlato di uno scontro tra fazioni politiche anziché ammettere che a Massa c´è stato uno scontro fra ronde che si contendevano il controllo del territorio. E´ inoltre particolarmente grave – aggiunge – che in una di queste ronde, le S. S. S. di Massa, addirittura c´era un maresciallo dei carabinieri fuori servizio, come il ministro ha confermato». Mentre il segretario del Prc, Paolo Ferrero, ribadisce la richiesta di proibire le ronde, perché «incostituzionali e illegittime», il presidente della Toscana, Claudio Martini, ha scritto al Quirinale e al Viminale contro il rischio che i figli di immigrati irregolari non possano essere iscritti all´anagrafe.

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