La Russa: “Cento soldati a Genova”

Repubblica 30/7/09

l ministro delle Difesa anticipa ai giornali di essere pronto a proporre l´invio di truppe. Se le istituzioni approvano

Ma il sindaco non ci sta: “Basta propaganda, spieghi i suoi progetti”
AVA ZUNINO
IL MINISTRO della Difesa Ignazio La Russa, legato alla Liguria dai ricordi delle vacanze trascorse nella casa affacciata sul mare di Zoagli, dove ancora passa i fine settimana, ha un progetto per Genova e alla sua Provincia. E´ pronto a proporre al comitato nazionale per l´ordine e la sicurezza l´invio di 100 militari a Genova, per sollevare le forze dell´ordine da alcuni compiti della sicurezza e consentir loro di concentrarsi sugli obiettivi prioritari. La riunione del comitato è prevista per domani e il ministro lancia un appello: «Chiedo al sindaco e al presidente della Provincia di esprimere una linea chiara sull´eventuale presenza dei militari. Il sindaco ha più volte espresso contrarietà, nonostante le sollecitazioni che io ho ricevuto da cittadini ed associazioni. Dal presidente della Provincia non ho avuto l´espressione di una posizione netta. Dicano se sono contrari o meno». Se sarà no, domani mattina il rappresentante del ministero della Difesa nella riunione del comitato nazionale per l´ordine e la sicurezza non farà cenno alla città di Genova. Diversamente porterà la proposta di inviare nel capoluogo ligure 100 militari. L´appello del ministro trova un muro nel sindaco Marta Vincenzi, che lo invita a rispettare i livelli istituzionali.
«Mi pare che il ministro La Russa dovrebbe convocare una riunione a livello istituzionale e parlare col sindaco piuttosto che fare un simile annuncio attraverso i media. Sono le regole della democrazia e il ministro le dovrebbe rispettare, così come fa il ministro Maroni che quando si tratta di ronde convoca gli enti locali». Ma perché La Russa rilancia sull´ipotesi di avere soldati anche a Genova per la sicurezza dei cittadini? Non più tardi di lunedì scorso la raccolta di firme del Pdl proprio per l´invio di militari ha provocato tensioni, con strade transennate per evitare disordini. Gianni Plinio e altri del centrodestra hanno sollecitato il ministro. E ora La Russa spiega a cosa sta pensando e perché. «Nella bozza che venerdì invierò al comitato nazionale al momento non esiste alcun accenno a Genova. Non è obbligatorio da parte nostra sentire le amministrazioni locali ma preferiamo farlo. Credo che chi ha l´investitura popolare, finché ce l´ha, abbia il diritto di esprimersi. Il sindaco di Genova ha più volte espresso la sua contrarietà nonostante io stesso sia stato sollecitato da comitati di cittadini e associazioni». Il ministro, dunque, chiede che il ministro dica “si” o “no”. Diversamente, osserva, non se ne farà nulla: «Io non voglio proporre una cosa che comporta un sacrificio dei militari, e che invece di un atto di vicinanza viene letto come un atto contro. Non voglio ambiguità».
I dati delle città che hanno già avuto i militari ad affiancare le forze dell´ordine, dice il ministro, «sono confortanti; è stato registrato fino al 40 per cento di reati in meno nei quartieri dove queste forze sono state impiegate, consentendo anche di liberare carabinieri e polizia per attività di intelligence». Impiegare i militari a Genova per fare cosa? «E´ il prefetto che deve concretamente deciderne l´impiego. A Genova, per esempio, nei mesi estivi potrebbe stabilire di impiegarne anche nelle riviere».
Ma il sindaco Vincenzi non accetta di discutere di questo argomento sui media, prima di una riunione istituzionale: «Vorrei sapere – dice – se davvero qualcuno abbia monitorato l´esito dell´impiego dei militari nelle città in cui è già avvenuto. Se davvero i risultati fossero positivi, io sarei pronta a spogliarmi di certe pregiudiziali legate alle mie idee di sinistra. Ma vorrei sapere da La Russa che tipo di progetti ha: se ha solo dei soldati che gli avanzano e non sa dove mettere o se ha dei progetti da comunicare alle istituzioni cittadine».

I commenti sono chiusi.