Il blitz del ministero dopo le denunce di madri ecuadoriane sugli affidamenti

Repubblica 30/7/09
Figli delle coppie miste ispettori al tribunale dei minori

Il presidente Sansa aveva già detto: “Decidiamo solo nell´interesse dei bambini”
GLI ispettori del ministero della Giustizia ieri mattina hanno bussato alle porte del Tribunale dei Minori di Genova, acquisendo alcuni fascicoli e programmando una serie di interrogatori. L´obiettivo degli uomini del ministro Alfano è quello di fare chiarezza su presunte «discriminazioni razziali» dei giudici del capoluogo ligure. L´intervento ministeriale è conseguenza di un esposto firmato dall´associazione culturale per la cooperazione internazionale ‘Vela Latina´. Nella denuncia si sostiene che il Tribunale dei Minori di Genova usi due pesi e due misure nell´affidamento dei figli quando in ballo c´è la separazione di una coppia mista. All´associazione Vela Latina fa capo una madre ecuadoriana, Karina Cedeno, che da tempo sostiene di non aver ricevuto giustizia nella controversia giuridica che la vede opposta all´ex compagno, un gioielliere genovese. La donna è diventata il punto di riferimento per decine, forse centinaia di mamme straniere che a loro volta lamentano un trattamento simile. In particolare, nell´esposto trasmesso al ministero della Giustizia si lamentano tre casi sostanzialmente analoghi: dove cioè i giudici liguri – decidendo sull´affidamento dei bimbi – avrebbero adottato formule in favore dei coniugi italiani, penalizzando le madri straniere.
Gli ispettori hanno acquisito i fascicoli delle tre vicende nel mirino e cominciato ad ascoltare le prime persone: Karina Cedeno, appunto, e il suo avvocato, Vincenzo Vingiani. Secondo indiscrezioni, il legale avrebbe in particolare sottolineato l´uso “univoco” degli assistenti sociali fatto dal tribunale. Gli uomini del ministero sentiranno presto le altre mamme latino-americane vittime delle presunte ingiustizie, e naturalmente assistenti sociali e giudici del tribunale, presieduto da Adriano Sansa. L´ex sindaco già in passato aveva dichiarato che «le decisioni vengono prese nell´esclusivo interesse dei minori, ai quali dobbiamo garantire sicurezza ed equilibrio, preservandoli da conflitti spesso laceranti». Il giudice aveva ribadito che il solo pensare ad un qualche pregiudizio legato alla nazionalità era «fuorviante e disonesto».
Secondo la denuncia al ministero, sottoscritta dall´avvocato Vingiani, uno dei tre casi riguarda la storia di un padre genovese preferito alla madre di origine panamense nella relazione con i tre figli: l´uomo, pregiudicato, conosciuto come violento e pericoloso, era poi stato arrestato del Ros per aver organizzato un complotto contro la moglie – facendola accusare di essere la proprietaria di uno zaino imbottito di esplosivo – allo scopo di liberarsene. La terza vicenda, oltre naturalmente a quella di Karina Cedeno, riguarda una quarantenne ecuadoriana che da più di un anno non ha notizie della figlia di sei anni, portata via dal marito.

I commenti sono chiusi.