«E ora esercito e polizia del Nord»
Secolo XIX 30/07/2009
la proposta del carroccio
Denuncia del Pd: «La Lega va in pressing, discrimina il sud con un provvedimento razzista». La replica: perché ne parlano adesso?
ROMA. Il tempo di provare a trovare un punto d’incontro sulla proposta dei dialetti a scuola, che il Carroccio rilancia la propria voglia di regionalizzare le istituzioni, stavolta partendo dall’esercito e dalla polizia. Una delle nuove battaglie parlamentari della Lega potrebbe essere proprio questa, che ha in Davide Caparini il primo firmatario (seguito da altri 19 deputati leghisti): una proposta di legge che, attraverso la modifica alla legge del 23 agosto del 2004, in materia di elevazione del limite di età per il reclutamento dei volontari delle forze armate in ferma prefissata e di soppressione delle riserve di posti in favore dei medesimi ai fini del reclutamento nelle forze di polizia e nel corpo militare della croce rossa, punta a dividere le forze armate e creare l’esercito del Nord. È una proposta depositata alla Camera a inizio legislatura (30 aprile 2008), ma che secondo quanto denuncia il Pd sta avendo una «netta accelerazione». Un vero e proprio pressing, dice la capogruppo Pd in commissione Difesa, Rosa Villecco Calipari, per metterla all’ordine del giorno della commissione stessa alla ripresa dei lavori dopo la ferie d’agosto.
La denuncia. «Dopo il blitz per chiudere le porte delle scuole del Nord ai professori meridionali ora la Lega preme per dividere le forze armate e creare l’esercito del Nord». Ecco le prime parole di Rosa Villecco Calipari, che parla di «pressanti richieste della Lega per calendarizzare immediatamente dopo l’estate la discussione della proposta di legge Caparini che tratta i meridionali come militari di serie B. La relazione che accompagna quella proposta di legge – commenta Calipari – è un inaccettabile documento razzista. Come si può anche solo pensare che il parlamento possa discutere un provvedimento che parte dal presupposto per cui «l’efficacia operativa degli alpini è compromessa dalla presenza di volontari provenienti dalle regioni del Sud»? E che per «salvare l’identità del corpo degli alpini» si deve aumentare il numero di militari del Nord e ridurre quelli del Meridione, anche prevedendo diversità di paga. È allucinante, è una discriminazione inaccettabile! Nel giorno del vertice di maggioranza sul Sud – aggiunge – chiediamo un atto di responsabilità e una netta presa di distanza da questa ennesima provocazione della Lega. Il Pd – conclude Calipari – si opporrà strenuamente per impedire anche la sola discussione di un provvedimento che consideriamo incostituzionale, razzista e discriminante e che fa male alle istituzioni e alla credibilità del Parlamento».
La risposta. «Probabilmente l’onorevole Calipari vorrebbe gli alpini in Marina e i paracadutisti in fanteria o forse è semplicemente una neofita dei lavori parlamentari e, non frequentando la commissione Difesa, non sa che la mia proposta di legge è in discussione dal primo ottobre 2007 ed è stata abbinata a una analoga della Pdl». Così replica il deputato leghista Davide Caparini. Che aggiunge: «L’on. Calipari – forse dimentica che il 26 ottobre è stato nominato un comitato ristretto, il 26 marzo adottato un testo base e il 6 maggio è iniziata la discussione degli emendamenti, tra i quali alcuni della stessa Calipari approvati con parere favorevole del relatore Fava della Lega».

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