“Neonati-fantasma se figli di clandestine”

Repubblica 29-07-09

Prato, dubbi sulle norme-sicurezza: senza permesso non potranno riconoscerli. Il Viminale: falso
La polemica dopo l´intervista al Tirreno di un funzionario della prefettura

Bambini fantasma. Neonati invisibili e sconosciuti all´anagrafe. E´ giallo sul pacchetto sicurezza. A lanciare un nuovo allarme sull´impossibilità per gli immigrati irregolari di riconoscere i propri figli al momento della nascita è Giovanni Daveti, funzionario della prefettura di Prato. «Il pacchetto sicurezza – ha spiegato Daveti al Tirreno – obbliga i clandestini a mostrare il permesso di soggiorno negli atti di stato civile. Non abbiamo alcuna circolare che ci spieghi come comportarci: dall´8 agosto, quando entrerà in vigore la legge, avremo neonati che non potranno essere riconosciuti dai genitori». Non è tutto: in Friuli Venezia Giulia, la Lega è pronta a presentare esposti alle procure per la chiusura di tutti gli ambulatori che curano immigrati irregolari.
Il Viminale precisa che «per gli atti di stato civile, tra cui quello di nascita, non è richiesta l´esibizione del permesso di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese a tutela del neonato». Inoltre, «le irregolari con figlio hanno titolo a un permesso di soggiorno con validità fino a sei mesi dopo il parto, che può essere rilasciato anche al padre». Al centro della polemica torna dunque la nuova legge sulla sicurezza. In particolare l´articolo 1 comma 22, lett. G, che introduce l´obbligo di esibire il permesso di soggiorno per richiedere atti di stato civile, tra i quali sono normalmente inclusi gli atti di nascita. Vengono invece esclusi da quest´obbligo solo gli atti «inerenti alle prestazioni sanitarie e alle prestazioni scolastiche».
Stando alla lettera della legge, dunque, l´ufficiale dello stato civile non potrà ricevere la dichiarazione di nascita da genitori privi di permesso di soggiorno. Qui però interviene – come precisa il Viminale – il Testo unico sull´immigrazione, che prevede permessi di soggiorno alle donne irregolari incinte, per l´intera durata della gravidanza e i primi sei mesi di vita del bambino. Allo scadere, la madre torna irregolare.
Dunque: la madre irregolare potrà denunciare la nascita di un figlio, in quanto titolare di questo permesso di soggiorno per sei mesi. Chiaro? Non proprio. «Primo – spiega Marco Paggi, dell´Associazione studi giuridici sull´immigrazione – il permesso spetta solo alla madre e non anche al padre non coniugato, che se irregolare non potrà denunciare il proprio figlio. Secondo, il permesso raramente viene dato a una madre senza alloggio. Terzo, chiedendo questo permesso la donna si autodenuncia, con il rischio di venire espulsa dopo sei mesi». Non solo. Secondo Valerio Neri, direttore di Save the Children, «ottengono il permesso solo donne con passaporto o documento equipollente e se l´Interno afferma che non è necessario un permesso di soggiorno per iscrivere un figlio all´anagrafe lo invitiamo a emettere una circolare esplicativa». Pure Livia Turco (Pd) e l´ong Terre des Hommes chiedono di correggere la norma incriminata.

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