Le ruspe anti-rom di Alemanno tornano in azione
manifesto 28/7/09
Stefano Milani
Ruspe in azione dall’alba di ieri nell’hinterland romano. L’obiettivo: radere al suolo un campo nomadi abusivo in zona La Rustica, periferia est di Roma con affaccio sul grande raccordo anulare. Un campo esistente da quasi vent’anni e atipico visto che al suo interno non c’erano le classiche baracche in lamiera nè tantomeno roulotte sparse, ma casette autocostruite, molte con giardino antistante e cuccia per il cane. Non solo, quando i vigili hanno fatto irruzione hanno trovato anche alcuni locali “per ospiti”, ovvero box altrettanto abusivi realizzati da cittadini romani. Costrette a lasciare il campo sono circa 140 persone, la maggiorparte famiglie rom dell’ex Jugoslavia, che fino all’ultimo hanno tentato di opporsi alle ruspe, anche se tutto si è svolto senza tensione. L’amarezza però rimane. «Questo terreno – spiega un abitante dell’insediamento – lo abbiamo pagato, ce lo hanno venduto alcuni italiani ma poi abbiamo scoperto che era una truffa perché il terreno non era il loro». L’urgenza dello sgombero, in base all’ordinanza del prefetto di Roma e commissario straordinario per i nomadi Giuseppe Pecoraro, nasce anche dalla necessità di realizzare, con esproprio dei terreni per uso pubblico, la complanare dell’autostrada A24 tra via Palmiro Togliatti e la stazione di Roma est.
Esulta il Pdl capitolino. «È stata rimarginata una ferita presente sul territorio da oltre venti anni» il commento euforico del delegato del sindaco per le Politiche della sicurezza, Giorgio Ciardi, presente sul luogo dello sgombero come “direttore dei lavori”. Ora però arriva il problema di dove mettere tutta questa gente. L’ipotesi numero uno è l’area dell’ex Fiera di Roma, all’Eur. La sola idea fa andare su tutte le furie gli esponenti del centrosinistra. «Ma come – commenta Enzo Foschi, consigliere del Pd della Regione Lazio – con Veltroni la vecchia Fiera era destinata ad ospitare la Città dei bambini e delle bambine. Con Alemanno rischia di divenire un indiscriminato luogo di degrado». Non solo, aggiunge, «rischia di trasformarsi in un vero e proprio ghetto e questo è inaccettabile e la politica del sindaco di Roma».

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