«Fermate le ronde», ma il governo tira dritto

Manifesto 28/7/09

SICUREZZA Dopo gli scontri di Massa. L’8 agosto sarà varato il regolamento

C. L.
ROMA
Lo scambio di sediate avvenuto sabato notte a Massa tra ronde nere e rosse potrebbe essere solo un triste anticipo di quanto l’estate dei vigilantes fai-da-te rischia di offrire. Al punto che in molte prefetture in questi giorni si sta lavorando non solo per impedire che risse del genere possano ripetersi, ma soprattutto per capire come comportarsi quando, tra pochi giorni, per le strade cominceranno a circolare le ronde cosiddette regolari, quelle create basandosi sulle regole messe a punto dal Viminale. Che fare a quel punto con di tutte le altre? Con le «Sss» messe in piedi dalla Destra di Francesco Storace, o con le cosiddette ronde proletarie dei Carc, ma anche della Guardia nazionale con le sue camicie ocra oppure con la miriade di formazioni più o meno serie che si sono create nel Paese.
Per il momento al Viminale sembra prevalere una linea attendista. «Non possiamo fare il processo alle intenzioni – spiegano -, aspettiamo e vediamo come si comportano». La speranza è che tutte le formazioni che non rispondono ai requisiti richiesti e non siano quindi iscritti alle varie prefetture, si sciolgano da sole, sollevando così prefetti e questori dal dover mandare polizia e carabinieri a bloccarle. Ma l’ipotesi rischia di essere ottimistica.
Rischi che per ora non sembrano turbare più di tanto Maroni. Ieri il ministero degli Interni ha confermato che entro il prossimo 8 agosto entrerà in vigore il regolamento attuativo delle ronde. Lo stesso giorno in cui entrerà in vigore anche la legge sulla sicurezza, pubblicata venerdì scorso sulla Gazzetta ufficiale. In questi giorni Maroni presenterà il testo ai sindaci e ai prefetti che dovranno garantirne il rispetto. In base a quanto anticipato nei giorni scorsi, le ronde non potranno avere una connotazione politica, potranno farne parte solo persone con più di 25 anni, disarmate, che potranno girare a piedi senza portare con sè neanche animali. Partecipazione vietata a chi ha precedenti penali o fa uso di droghe, mentre come compito avranno solo quello di segnalare alle forze dell’ordine eventuali irregolarità. Unica divisa consentirà, infine, una casacca gialla fluorescente. A quanto pare fino a ieri sera non era ancora stata presentata nessuna domanda di autorizzazione a creare una ronda, almeno nelle prefetture di tre città come Roma, Milano e Bologna. Cero è che quanto accaduto nella città toscana ha ridato voce l’opposizione, che anche ieri è tornata a chiedere al Viminale di fermare le sue ronde. Avevamo detto fin dall’inizio – ha ricordato il segretario del Pd Dario Franceschini – che la scelta delle ronde era demagogica e pericolosa», ha detto Dario Franceschini. «Devono intervenire poliziotti e carabinieri per per fermare le ronde che si scontrano tra di loro – ha proseguito il segretario del Pd. Fermino questo provvedimento, facciano marcia indietro». Stessa richiesta («blocchi subito questo decreto), fatta anche da Felice Belisario dell’Idv, mentre per il segretario del Prc Paolo Ferrero gli scontri di Massa sono «il prodotto delle scelte sciagurate del governo Berlusconi».
Il compito di difendere le ronde (contro le quali si è espresso anche il Quirinale), tocca al sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, che esclude ogni possibilità di marcia indietro. Vorrebbe dire, spiega, «avallare il fai-da-te senza regole che ha prevalso fino a oggi. Se c’è qualcosa che impedirà episodi di violenza come quelli di Massa sarà proprio la piena operatività delle norme sulle cosiddette ronde».
Una smentita a Mantovano arriva però proprio dai poliziotti. «Le ronde renderanno più difficile il lavoro per la polizia senza garanzie per il cittadino», spiega infatti il segretario nazionale del Silp-Cgil Claudio Giardullo. «le ronde sono solo la strumentalizzazione politica di un problema serio come quello della sicurezza e la loro istituzione non farà altro che alimentare aspettative pericolosità parte di chi vuole solo mettersi in mostra». Anche le ronde «legali» rischiano di rendere e cose più difficili. «Hanno creato un regolamento per fissarne i limiti – conclude Gardullo – Ma poi spetterà a noi controllare che questi limiti vengano rispettati. E questo comporterà un sovraccarico di lavoro, altro che aiuto alla sicurezza».

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