Massa, botte da orbi tra le ronde

Secolo XIX 27/7/09
Una di destra, l’altra di sinistra. Bilancio: due arresti, tre fermi e cinque agenti contusi
Roma. Due arresti, tre giovani fermati, cinque agenti di polizia in infermeria. Ed ancora: due ore di blocco, alle prime ore di domenica, nella stazione ferroviaria di Massa Carrara; analoga manifestazione scattata, per solidarietà alla stazione di Napoli, dopo un vorticoso giro di telefonate. Ed il bilancio potrebbe non fermarsi qui: ancora ieri pomeriggio c’è stata tensione davanti alla Caserma dei Carabinieri di Marina di Massa.
E’ questo il primo bilancio di uno scontro tra “ronde di destra” e “ronde di sinistra” andato in scena nella notte di sabato e proseguite fino all’alba di ieri, a Marina di Massa. I timori espressi dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella sua lettera che ha accompagnato la firma del “pacchetto sicurezza” (che prevede, tra l’altro, proprio l’istituzione delle ronde) hanno trovato puntuale conferma. «Appare urgente – aveva scritto il Presidente della Repubblica – la definizione di un decreto sul carattere di queste associazioni ed ai compiti ad esse attribuite. Da ciò dipenderà la riduzione al minimo di allarmi e tensioni nell’applicazione della normativa, anche sotto il profilo dell’aggravio che possa derivarne per gli uffici giudiziari».
Il “pacchetto sicurezza”è già legge, dal momento che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 luglio, ma il decreto attuativo che dovrebbe regolamentare le ronde, ancora non c’è. Il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha promesso di adeguarsi alle indicazioni del Quirinale in tempi brevi, ma ha già anticipato che le ronde potranno essere composte, al più, di tre persone, non armate, e soprattutto che non risultino iscritte ad organizzazioni politiche.
I FATTI. Da qualche giorno, a Marina di Massa, circolavano le “SSS” (acronimo dal vago ricordo nazista, dell’organizzazione “Soccorso Sociale e Sicurezza”, n.d.r.), ronde autogestite da giovani di estrema destra, che aveva avviato operazioni di pattugliamento della città, ancor prima di ricevere l’autorizzazione necessaria. Sabato sera, giovani aderenti ai Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo) ed all’Asp (associazione solidarietà proletaria) hanno deciso di rispondere con la stessa moneta: anche loro hanno organizzato ronde, in occasione della festa nazionale dei Comitati che si sta svolgendo al parco “Ugo Pisa”. Inevitabile un primo incontro tra i due schieramenti con le SSS (organizzate e guidate da un esponente locale de “La Destra” il partito di Francesco Storace) davanti ad un bar noto, in città, come luogo di ritrovo di giovani di estrema destra: qualche lancio di sassi, bottiglie e sedie di plastica, ma le forze dell’ordine hanno evitato che gli incidenti potessero trascendere. E’ stata, però, solo una tregua: un paio d’ore dopo, mentre i giovani di sinistra stavano tornando al Parco, sede della festa, hanno trovato ad attenderli un gruppetto di giovani, teste rasate e saluto romano.
A questo punto le versioni divergono. «Ci siamo rivolti – ha spiegato Rinaldo Valenti, segretario della sezione dei Carc – agli agenti della Digos, che erano nella zona. Ma, per tutta risposta, abbiamo ricevuto spintoni ed offese». «Noi non c’eravamo – ha sostenuto Stefano Benedetti, fondatore delle SSS, capogruppo de La Destra in consiglio comunale – Avevamo deciso di sospendere le ronde, attive già da quasi un mese, in accordo con la Questura, appena saputo della ronda antifascista».
Le forze dell’ordine sostengono di essere intervenute per evitare che i due schieramenti potessero entrare in contatto. Gli incidenti più gravi, secondo la Digos, sarebbero avvenuti al rientro della “ronda non autorizzata” organizzata dalle Carc nel parco, accolta da alcuni giovani, in motorino, chiamati dagli amici per fronteggiare l’eventuale attacco dei giovani di estrema destra. Il risultato degli scontri è di tre agenti feriti e due contusi, due giovani arrestati (entrambi di sinistra) per “resistenza a pubblico ufficiale”"istigazione a delinquere” e “lesioni”; tra questi anche Alessandro Della Malva, segretario generale delle Carc (nel pomeriggio, quando i giovani di sinistra hanno assediato il comando dei carabinieri per ottenere la liberazione dei compagni, altre tre persone sono state poste in stato di fermo).
Mentre la calma tornava nei pressi del parco, una cinquantina di giovani di sinistra ha occupato la stazione ferroviaria di Massa, bloccandola fino alle 7 e 30 del mattino e provocando fortissimi ritardi su tutta la linea. Ritardi ingigantiti da un’analoga manifestazione inscenata a Napoli, per solidarietà, da altri esponenti delle Carc locali, avvertiti telefonicamente di quanto accaduto ai confini tra Toscana e Liguria.
«Ci siamo. Non bisognava essere particolarmente vigili per intuire cosa poteva accadere – ha commentato, con il Secolo XIX, Antonio Di Pietro – E’ una micidiale sciocchezza pensare di affidare la sicurezza pubblica ai privati. E non basta: sospetto che si possa tornare di nuovo all’epoca degli “opposti estremismi”».
Perché questa previsione così fosca?
«Perché ci sono tutti i presupposti per ricreare tensioni politiche. Questa volta, poi, con l’introduzione delle ronde, il governo ci mette del suo per far rintronare quegli anni di piombo».
Nel gennaio di quest’anno, sempre a Marina di Massa, erano avvenuti altri incidenti legati alle questioni della “sicurezza”: una cinquantina di profughi eritrei e libici (sbarcati a Lampedusa e trasferiti nel locale centro della Croce Rossa) erano scesi in piazza per chiedere celerità nell’esame delle loro richiesta di permesso di soggiorno. Anche allora incidenti tra le forze dell’ordine e gli emigranti, spalleggiati da giovani di sinistra. Ci furono arresti e quattro feriti.Angelo Bocconetti

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