Prostitute romene comprate in patria e ridotte a schiave

Secolo XIX 24/7/09
l’inchiesta
La squadra Mobile alza il velo su un giro di lucciole dell’Est. Quattro gli arresti. Cinque le ragazze liberate
«AIUTO, POLIZIA, sono segregata in una casa, venitemi a prendere, e fate presto». È questa la telefonata, arrivata a gennaio scorso al commissariato di polizia di Sestri Ponente, da cui è partita l’indagine della squadra mobile che si è conclusa ieri con l’arresto di quattro persone e la liberazione di cinque giovani romene sfruttate. Quel giorno di gennaio, gli agenti del commissariato di Sestri si trovarono di fronte una ragazzina di diciassette anni tenuta prigioniera in un appartamento alcova. In pochi concitati istanti, la giovane raccontò di essere tenuta prigioniera, costretta a prostituirsi e di essere stata violentata più volte da uno dei suoi aguzzini. Gli agenti ebbero l’intuizione di portare via la ragazza senza lasciare tracce, per non mettere sul chi vive l’organizzazione. «È questo che ci ha permesso di arrivare agli arresti di oggi», ha sottolineato ieri il dirigente della squadra mobile, Gaetano Bonaccorso, al termine di una nottata piuttosto convulsa, in cui sono stati eseguiti i quattro arresti.
Domenico Vedda, 55 anni, ex marittimo, e sua moglie Maria Murgia, 57, entrambi residenti in via Pegli, sono stati arrestati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Vedda, fratello di quel Luciano Vedda, ex cuoco di Zeffirino, all’epoca residente in Belgio, ucciso a colpi di pistola in Costa D’Avorio probabilmente per rubargli i soldi con cui doveva aprire un ristorante, è accusato anche di violenza sessuale su minore (la diciassettenne che con la sua fuga ha dato il “la” all’inchiesta) e sequestro di persona. Di sequestro di persona deve rispondere anche Mihaela Ciupitu, 23 anni, romena, che spesso faceva la guardia alle ragazze in casa ma le andava anche a prendere in Romania, in pratica acquistandole dalle stesse famiglie. La diciassettenne che Vedda è accusato di avere stuprato, ad esempio, era stata acquistata in Romania al prezzo di 200 euro. «È un fenomeno che stiamo riscontrando sempre più spesso, purtroppo – spiega Alessandra Bucci, a capo della sezione criminalità straniera – ricordo il caso di una quattordicenne venduta dalla madre, con il vizio del gioco, per cinquanta euro al mese. Non perché le mancavano i soldi per mangiare, ma per continuare a scommettere».
Più sfumata la posizione del quarto arrestato, Emanuele Moranda, 58 anni, posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Quinto con l’accusa di favoreggiamento. Gli arresti sono stati eseguiti a Genova, dalla squadra mobile (che ha penato per rintracciare la Ciupitu che ha recentemente cambiato domicilio), ma gli ordini di custodia erano stati emessi dalla Procura di Lucca. Infatti si trovava a Lido di Camaiore una delle principali case chiuse dell’organizzazione che, secondo gli inquirenti, aveva basi anche a Bari, Messina e, ovviamente, Genova. Le ragazze si prostituivano in appartamenti che non si possono definire di lusso, ma erano certamente dignitosi e soprattutto in contesti riservati che non avevano mai attirato l’attenzione.
francesca forleo

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