A rischio entro l´anno 500 mila posti
Repubblica 23/7/09
Berlusconi: la crisi si è sfogata, andate in vacanza in Italia
Finora le imprese hanno usato cassa integrazione, ferie arretrate e tagli all´orario
LUISA GRION
ROMA – Premette che «il punto più basso della recessione è stato superato» e che già si vedono all´orizzonte «lievi segnali di ripresa», ma quando poi passa dalle percezioni ai numeri, il rapporto del Cnel sull´occupazione cambia tono. Perché, a guardare le cifre, le conseguenze della crisi sul mercato del lavoro non si sono ancora manifestate del tutto ed entro l´anno i posti di lavoro a rischio potrebbero toccare quota 540 mila (nell´ipotesi peggiore, 350 mila in quella più ottimista).
Fino ad oggi, quindi, le imprese hanno resistito, destreggiandosi fra smaltimento delle ferie arretrate, ricorso alla cassa integrazione e tagli all´orario di lavoro, ma ora «la flessione dovrebbe farsi più rapida». La disoccupazione «continuerà ad aumentare», collocandosi nel peggiore degli scenari, all´8,6 per cento (ma per le donne si sale al 10). I disoccupati potrebbero arrivare al tetto dei 460 mila. Il ricorso agli ammortizzatori sociali «sarà ancora significativo».
E importante, spiega quindi il Cnel,«essere consapevoli che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere più flessibili i sostegni al reddito». Il sistema degli ammortizzatori sociali, grazie ai rafforzamenti, ha funzionato, ma ciò non toglie che serva un´ulteriore riforma, perché i sostegni «non possono essere applicati a chi non ha determinati requisiti minimi e lasciano parzialmente scoperti alcuni settori». Antonio Marzano, presidente del Cnel precisa: «Tra 1,5 e 2 milioni di lavoratori occupati non risulterebbero tutelati verso il rischio disoccupazione». Finora, ha detto «si è riusciti ad evitare l´impatto negativo della caduta del Pil sul lavoro, ma prima o poi potrà verificarsi anche qui. A meno che non ci sia la ripresa».
Un avvertimento che va di pari passo con quello lanciato dal governatore della Banca d´Italia Mario Draghi (secondo il quale la cassa integrazione potrebbe non bastare), ma che il governo pare non intenda accogliere. La risposta del ministro Sacconi è stata, a questo proposito, molto chiara: «In questa stagione non si può fare una riforma strutturale ed organica degli ammortizzatori sociali». Quanto agli esclusi: «Non faremo il salario garantito a tutti, a prescindere. Vogliamo o no mantenere un requisito di accesso?». Per il ministro del Welfare infatti, il sistema attuale ha salvato 800 mila rapporti di lavoro e ora le cose stanno cambiando: «Abbiamo temuto l´Armageddon, il collasso complessivo, ma ora l´oasi può essere vicina».
Stesse previsioni per il premier. «Ormai la crisi si è sfogata nella sua parte finanziaria – ha detto Berlusconi – Chi doveva fallire è fallito, dobbiamo riprendere la vita normale e non avere paura della crisi. Aspettiamo la ripresa, che ci sarà di sicuro». E fra i consigli per contribuire la rilancio – oltre a puntare sulle opere pubbliche, Ponte sullo Stretto in primis – il premier invita tutti a non trascorrere le ferie fuori dai confini. «Fate le vacanze in Italia più che all´estero – ha detto – Serve a mantenere alta la domanda e magari si può uscire prima dalla crisi».

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