Milano, la vittoria di Mohamed “Bocciato perché straniero”
Repubblica 22-07-09
Sì dei giudici al ricorso contro Atm. La Lega: aberrante, vadano in Marocco
Il giovane aveva fatto domanda per un posto: respinta in base a un regio decreto del 1931
Escludere un cittadino extracomunitario da un concorso pubblico, «è discriminatorio». E ora, per Mohamed Hailoua, 18 anni, marocchino ma in Italia con un regolare permesso di soggiorno, il sogno di essere assunto come elettricista nell´Azienda dei trasporti milanesi (Atm), potrebbe finalmente esaudirsi. Ma, soprattutto, la sua battaglia potrebbe servire come precedente per sancire un diritto.
Il principio è stato sancito il Tribunale del Lavoro, accogliendo il ricorso del legale del diciottenne che, nel febbraio scorso, si era visto respingere la domanda presentata per partecipare al concorso. Secondo la difesa dell´Atm, in realtà, l´azienda aveva semplicemente applicato un decreto regio del 1931, che tra le caratteristiche dei concorrenti contempla solamente i cittadini italiani o quelli comunitari. Per i giudici, invece, la norma cozzerebbe in pieno con il principio per cui il requisito della cittadinanza, ai fini dell´assunzione, «verrebbe ad assumere i connotati di una disparità di trattamento». Ma il collegio presieduto dal Chiarina Sala si spinge oltre, affermando che la norma a cui Atm si è appellata, «è da ritenersi implicitamente abrogata nella parte in cui richiede la cittadinanza quale requisito di accesso al lavoro nel settore». Un´affermazione, questa, dettata dall´analisi delle disposizioni in materia di discriminazione e dell´assetto normativo in materia di accesso al lavoro, superato da un decreto legislativo del 1998.
In primo grado, Hailoua si era visto respingere il suo ricorso, con la motivazione che per lui non si potesse ipotizzare un danno reale, poiché, di fatto, non aveva presentato la domanda. Appunto vero, ma dovuto solo al rifiuto da parte dell´azienda dei trasporti milanese di accettare la sua candidatura. Di qui l´appello presentato dal suoi legali, Alberto Guariso e Livio Neri, ma anche della stessa Atm che voleva che il proprio comportamento venisse «promosso» nel merito e non per una sorta di vizio di forma, visto che l´azienda difendeva in toto il proprio comportamento. Eppure, il Tribunale ieri è stato chiarissimo nel sottolineare come, per l´Atm, che si è dichiarata convinta di aver agito «secondo il dettato di disposizioni normative, non può di per sé escludere la sussistenza della discriminazione». I giudici, infine, hanno quindi ordinato all´azienda «la rimozione della richiesta della cittadinanza tra i requisiti di selezione dalle offerte di lavoro». D´ora in avanti i concorsi saranno aperti a tutti. E per Mohamed Hailoua, che nel frattempo lavora come facchino, si riapre la caccia al tanto agognato posto da «operaio-elettricista».
Contro la sentenza tuona la Lega Nord. «È una decisione aberrante – attacca il capogruppo in consiglio comunale Matteo Salvini – È arrivata l´ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco. Potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino. I mezzi pubblici devono essere guidati solo da cittadini italiani». A Palazzo Marino c´è «sorpresa». «Atm non ha fatto altro che rispettare una legge vigente», dice il vicesindaco Riccardo De Corato. E della sentenza si discuterà oggi nel corso del cda di Atm. «Valuteremo se eseguire la sentenza o fare ricorso – fa sapere Atm – Il Regio Decreto è valido in tutte le aziende di trasporto pubblico del paese». E mentre il segretario della Camera del Lavoro Onorio Rosati chiede di «procedere all´assunzione di autisti di tutte le nazionalità», Andrea Fanzago, Pd, nota che «se la norma fosse applicata all´edilizia centinaia di cantieri sarebbero bloccati, anche quelli dell´Expo. Peccato che ad eliminarla ci abbia pensato un giudice e non il legislatore».

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