Le due ruote tornano a salire in via Venti
Secolo XIX 21/07/2009
viabilità
Pronto il nuovo piano traffico che aprirà le corsie gialle alle moto
in via garibaldi la grande protesta
VIA VENTI SETTEMBRE (a salire) e via Balbi, forse anche piazza De Ferrari e via Barabino in direzione di piazza Palermo. Sono le frontiere, da anni esclusivo dominio dei mezzi pubblici, che potrebbero essere a breve riconquistate da moto e scooter. Il tanto agognato (dai motociclisti) piano per la sperimentazione del libero transito dei mezzi a due ruote sulle corsie gialle, è sostanzialmente pronto. Manca solo qualche limatura al documento predisposto dall’ufficio Mobilità di Tursi e dalla polizia municipale e che oggi sarà posto all’attenzione del neoassessore al Traffico, Simone Farello. Ci sarebbe, persino, già una bozza di delibera che indica le tratte, i tempi e i modi del test di cui si discute, tra polemiche e manifestazioni, ormai da anni. In Comune sono abbottonatissimi («Non vogliamo ingenerare illusioni prima della definizione del piano», sussurra un funzionario) ma, secondo indiscrezioni, è praticamente certa l’apertura alle moto delle uniche corsie (gialle e in salita) di via Venti Settembre e via Balbi. Per quanto riguarda la prima strada, i tecnici stanno valutando in queste ore se far svoltare le moto in via 5 Dicembre oppure – e sarebbe una vera rivoluzione – farle proseguire attraverso piazza De Ferrari, oggi off limits ai veicoli privati, sino in via Roma e, di qui, alla Zecca, Nunziata e via Balbi creando una direttrice privilegiata da Brignole a Principe per le due ruote.
Della possibilità, per le moto, di transitare liberamente sui “corridoi di qualità”, si era cominciato a parlare, sotto la giunta Pericu, con l’allora responsabile del Traffico, Arcangelo Merella. Sono trascorsi quasi tre anni e, a quanto pare, adesso si intravede la fine di una vicenda tormentata. La richiesta di concedere alle moto l’uso delle corsie riservate a bus e taxi, era stata rilanciata con forza il 10 dicembre 2007, quando circa cinquecento motociclisti cinsero d’assedio Palazzo Tursi per protestare contro le migliaia di multe inflitte attraverso le telecamere che sorvegliano le corsie gialle. In particolare tra i motociclisti, all’inizio, fu una vera ecatombe: qualcuno arrivò a collezionare decine di bollette, sempre nello stesso posto e per identica infrazione: l’invasione della corsia dei bus, fosse anche un fugace sconfinamento.
In principio c’erano solo le telecamere di via Archimede e via Tolemaide, che “immortalavano” migliaia di infrazioni al giorno, oggi gli occhi elettronici di Amt sono quindici in tutta la città ma, anche se le telemulte sono drasticamente diminuite, la crociata delle associazioni consumatori e “Due ruote in città” per ottenere più parcheggi e deroghe ai divieti è andata avanti. La svolta il 17 marzo in consiglio comunale, con l’approvazione della mozione che impegna il sindaco e la giunta a presentare, «possibilmente entro il 31 maggio», una proposta di sperimentazione delle moto sulle corsie gialle nell’ambito di misure a favore del trasporto pubblico. «Finalmente – è il commento di Romolo Benvenuto, presidente di “Due ruote in città” – il Comune accoglie le richieste dei 100 mila motociclisti genovesi grazie ai quali si evita quotidianamente la paralisi del traffico urbano».
La scelta di via Venti Settembre e via Balbi è legata a precise valutazioni tecniche, volte al rispetto del codice e delle norme di sicurezza. L’obiettivo principale è quello di impedire “incroci” pericolosi tra moto, auto e mezzi pubblici. E comportamenti ad alto rischio, come il “salto” dei mezzi a due ruote dalla corsia gialla a quella ordinaria (e viceversa) magari per aggirare l’ostacolo del bus alla fermata. In via Venti Settembre il problema non si pone in quanto la corsia riservata è sufficientemente ampia da consentire la marcia parallela di bus e moto. In via Balbi, al contrario, il sorpasso è fisicamente impossibile per la dimensione ristretta delle carreggiata e sarà obbligatorio procedere diligentemente incolonnati. Sul tema, per ora, Farello non si pronuncia. Da consigliere comunale (e capogruppo Pd) il neoassessore non ha mai nascosto di gradire poco la sperimentazione. Ma, da assessore, ha affermato che farà di tutto per rispettare il mandato del consiglio comunale. La novità, com’è noto, non piace affatto né ad Amt né ai sindacati, in particolare la Cgil che minaccia uno sciopero degli autisti impegnati sulle linee interessate dal progetto. E Aldo Achilli, responsabile ufficio Mobilità, invita alla cautela: «Città come Milano, partite per prime, adesso stanno facendo marcia indietro».
Vincenzo Galiano
galiano@ilsecoloxix.it

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