Ronde: vestiti di giallo, mai più di tre e over 25
Secolo XIX 17/07/2009
il dettaglio del pacchetto
I volontari non potranno avere armi, dovranno andare a piedi. Maroni: «Ottimo regolamento».
I corsi affidati ai sindaci
ROMA. Potranno agire massimo in tre, non armati e a piedi, la divisa gialla fluorescente permetterà di riconoscerli, dovranno avere non meno di 25 anni, nessuna denuncia o condanna, nessuna dipendenza da alcol o droga. Non dovranno far parte di associazioni, movimenti o gruppi organizzati. Queste le caratteristiche degli “osservatori volontari”, che potranno far parte delle ronde, per segnalare situazioni di rischio, secondo il regolamento attuativo della legge sulla sicurezza che il ministro dell’Interno, Roberto Maroni sta mettendo a punto. «Sarà un ottimo regolamento», ha dichiarato ieri il titolare del Viminale. Le norme che disciplineranno le ronde, ha aggiunto «sono la diretta derivazione del provvedimento approvato dal Parlamento». Il regolamento, che sarà emanato nei tempi dettati dalla legge, dunque subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, «fugherà tutti i timori e le perplessità circolate sull’istituzione delle ronde».
I contenuti del regolamento «sono in linea con quanto concordato con il ministro Maroni già all’approvazione in Consiglio dei Ministri del Ddl sicurezza che il Parlamento ha poi successivamente varato», ha commentato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Trovano pertanto – ha aggiunto – il mio pieno apprezzamento». La bozza è all’esame degli esperti del Viminale e dei tecnici della Polizia. Il ministro Maroni ha incaricato il capo della Polizia, Antonio Manganelli, di scrivere il regolamento che, per ora, si compone di 7 articoli in cui non viene usato il termine ronde.
In tre e non armati. L’attività delle ronde sarà di «mera» osservazione e segnalazione, in specifiche aree del territorio comunale. Gli “osservatori volontari”, che ne faranno parte, potranno vigilare in nuclei di massimo tre persone, senza mezzi motorizzati e animali. Anche se in possesso di porto d’armi gli “osservatori” non dovranno avere armi o oggetti contundenti.
Almeno 25 anni, no denunce o condanne. Potrà far parte delle ronde chi ha non meno di 25 anni, buona salute fisica e mentale, nessuna dipendenza da droga o alcol, non aver avuto denunce o condanne per delitti non colposi, non aderire a movimenti o associazioni o gruppi organizzati.
Divisa giallo fluorescente. Gli “osservatori volontari” che faranno parte delle ronde indosseranno, come divisa, una casacca di colore giallo fluorescente, con sopra stampato il logo dell’associazione a cui appartengono e il nome del comune in cui operano. Non potranno utilizzare uniformi, emblemi, simboli o altri distintivi riconducibili a corpi di polizia, a forze armate, ai corpi forestali, alla protezione civile o che facciano riferimento a partiti o movimenti politici. Le divise non potranno avere neppure il logo di sponsorizzazioni private.
Finalità. Scopo delle ronde è quello di segnalare alle polizie locali o alle forze di polizia eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o situazione di disagio sociale. Tra gli scopi che devono risultare dall’atto costitutivo delle associazioni c’è quello di prestare attività di volontariato con finalità di solidarietà sociale, nell’ambito della sicurezza urbana.
No finanziamenti partiti. Le ronde devono svolgere la loro attività gratuitamente e non essere espressione di partiti o movimenti politici, né di organizzazioni sindacali. Le associazioni che vogliono iscriversi all’albo non possono essere collegate a tifoserie organizzate, né possono ricevere sovvenzioni o altri finanziamenti da partiti, sindacati o tifoserie.
Sindaci organizzano corsi. L’albo delle associazioni sarà istituito in ogni prefettura. A organizzare i corsi di formazione e aggiornamento saranno i sindaci. La domanda di iscrizione, sottoscritta dal legale rappresentante, con copia autentica dello statuto e dell’atto costitutivo, con l’elenco degli associati e la documentazione sui requisiti, dovrà essere indirizzata al sindaco del comune dove ha sede l’associazione. L’iscrizione all’albo è decisa dal prefetto, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il prefetto annualmente provvede alla revisione dell’albo verificando che le associazioni abbiano mantenuti i requisiti richiesti.

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