Morettini: “Un incubo durato un anno”
Repubblica 17-07-09
L´ex assessore: grazie a chi mi è stato vicino, ma aspetto le decisioni del pm
Sarà l´unico a non rischiare il processo: “Ho sofferto in silenzio”
Aveva rischiato persino l´arresto, poi la sua posizione è stata chiarita
AD una cosa – almeno – la brutta esperienza gli è servita. A fare più attenzione con le parole. Ed è per questo che Massimiliano Morettini, nel giorno in cui la procura archivia la sua posizione nell´inchiesta Mensopoli e chiede il rinvio a giudizio degli altri componenti della “Casagrande band”, preferisce commenti prudenti. Dopo le anticipazioni di Repubblica, ieri mattina l´ex assessore genovese – che aveva rassegnato le dimissioni nel maggio dell´anno passato, immediatamente dopo la notizia del suo coinvolgimento nell´inchiesta – ha cominciato a ricevere decine di testimonianze di solidarietà, telefoniche e non. Anche su Facebook sono numerosi i messaggi di amici, cui Morettini risponde con poche righe emozionate: «Grazie a tutti», e ancora: «Meno male che ci siete stati tutti voi. E tanti altri che non sono qui. Non lo dico per piaggeria, ma non so davvero come avrei fatto. Grazie». Nel pomeriggio poi decide di affidarsi ad un comunicato stampa che riportiamo integralmente: «Apprendo dalle pagine locali di Repubblica e dal TG3 Liguria che ci sarebbe una richiesta di archiviazione per me rispetto all´inchiesta cosiddetta “Mensopoli”. Era il 16 maggio del 2008 quando è iniziata questa vicenda. Ho immediatamente dato le dimissioni da assessore e ho aspettato in silenzio che la giustizia facesse il suo corso. Ho sempre sostenuto, con forza e rispetto, la mia innocenza. E se la notizia di oggi fosse confermata, si tratterebbe davvero di una buona notizia. Tuttavia né io né il mio avvocato, abbiamo alcun riscontro formale di quanto oggi viene scritto. Da più parti mi viene chiesto di commentare le notizie odierne. Non me ne voglia nessuno, ma ho taciuto e sofferto per tanto tempo e, per ora, preferisco tacere ancora. Almeno sino a quando non avrò in mano tutti gli elementi del caso. Nel frattempo ringrazio le tantissime persone che in queste ore mi stanno manifestando affetto e stima».
Massimiliano Morettini aveva rischiato l´arresto, in quei giorni di maggio. In un primo tempo il pm Francesco Pinto aveva preso in considerazione l´eventualità, così come per un altro assessore, Paolo Striano. Ma il gip Roberto Fucigna aveva rifiutato la richiesta, ed in manette erano finiti in cinque: Stefano Francesca, portavoce del sindaco Marta Vincenzi, due ex consiglieri ds, l´avvocato Massimo Casagrande e Roberto Fedrazzoni, già dirigente dei “camalli” della Culmv, l´imprenditore Roberto Alessio, e il professor Giuseppe Profiti, che aveva ottenuto gli arresti domiciliari. Morettini, che aveva da tempo lasciato la delega alla scuola – fondamentale, per il presunto business dei 26.000 pasti giornalieri -, rassegnò le dimissioni insieme a Striano nei giorni immediatamente successivi allo scandalo e alla sua iscrizione nel registro degli indagati.

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